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“Festa del Pane Canestrato” senza pane canestrato...

Bellissima, come sempre da dieci anni, GRAZIE ESCLUSIVAMENTE ALLA PRO LOCO, la manifestazione che vuole ricordare una grande tradizione di San Nicola la Strada.
Al di là del "FALSO STORICO" (è stata la UNDICESIMA e non la dodicesima edizione come erroneamente indicato dappertutto), avrebbe potuto essere l’occasione per il suo decollo oltre i confini sannicolesi, ma il Comune ha letteralmente sprecato un cospicuo finanziamento di ben 25 mila euro concesso, per la prima volta, dalla Regione, al quale si sono aggiunti altri 5mila euro prelevati dal "dissestato" bilancio comunale: quasi tutti i soldi, infatti, sono andati ad una ben pagata parte musicale, che ha tolto spazio al Pane Canestrato, e ad un “piano di comunicazione” che ha non ha portato nessun “turista” nella nostra città a conoscere il vero senso della festa.
Un “mah!” da non ripetere assolutamente per il futuro, se si vuole conservare veramente la storia e l’identità di questa manifestazione.
I professori del turismo invece di pensare a riempire l’Arena (ci riesce, più o meno, ma gratuitamente, anche una commedia della rassegna teatrale) avrebbero dovuto pensare a riempire la Villetta di Santa Maria delle Grazie, rimasta squallidamente deserta senza il suo attore principale, il Pane Canestrato, relegato al ruolo di semplice e passeggera comparsa.
E’ stata, insomma, la ...Festa del Pane Canestrato senza pane canestrato, oppure, se si preferisce, la Festa di Bennato e company, oppure ancora, l”expo” di niente.
Detto in estrema sintesi, il Comune ha avuto a disposizione 30mila euro per la Festa del Pane Canestrato e invece di darli alla Pro Loco per organizzarla li ha regalati ad altri che proprio al Pane Canestrato hanno tolto spazio, significato ed attenzione.


Si è svolta, sabato 22 e domenica 23 giugno, nella Villetta di Santa Maria delle Grazie di San Nicola la Strada, la 11ª (UNDICESIMA) edizione della “Festa del pane canestrato”. Si sottolinei con il pennarello: UNDICESIMA e non dodicesima, come il Comune, per suo madornale errore, conosciuto ma non corretto, ha indicato su tutti gli atti, documenti e materiale pubblicitario, permettendo al web di riempirsi di un clamoroso “FALSO STORICO”.
Di questo abbiamo parlato in altro articolo. Questo il link: https://www.corrieredisannicola.it/varie/notizie/varie/il-falso-storico-della-festa-del-pane-canestrato).
Qui, invece, vogliamo immortalare la cronaca dell’evento. Come facciamo da sempre, sin dalla sua nascita.

E’ stata una bellissima manifestazione a ricordo di una delle più antiche usanze del passato. L’idea, le motivazioni e lo scopo della “FESTA DEL PANE CANESTRATO” sono tutte racchiuse in questo primo comunicato stampa con il quale la Pro Loco, spinta dallo scopo di rafforzare il senso di appartenenza della comunità e di conservare il ricordo di una grande tradizione sannicolese, la istituì nel 2009: «La festa nasce dall’idea di ricordare il pane fatto in casa, quello che si metteva a crescere nelle piccole canestre di vimini (“canestrelle”) e che veniva cotto a legna nei forni che oggi verrebbero definiti “condominiali”, ma che nei vecchi cortili di un tempo erano di proprietà e di uso delle famiglie che vi abitavano. Il giorno deputato alla preparazione ed alla cottura del pane era come un giorno di festa, solitamente il sabato. Il pane fresco, i “pezzi” che poi venivano conservati e consumati nei giorni successivi, portavano allegria, preparavano al giorno di festa, sinonimo di pranzo più abbondante di quello solito della settimana. Con la farina le mamme di un tempo preparavano non solo il pane, ma anche le freselle, i biscotti, la pasta nelle sue diverse fogge e forme».
La storia della festa è, insomma, tutta racchiusa in questo documento del 2009, il primo ed unico documento che avrebbero dovuto conoscere quei professori di turismo a cui è venuta l’idea di valorizzare una festa della tradizione locale di cui non sanno nemmeno quante edizioni si sono svolte.

Come sempre e come in tutte le dieci edizioni precedenti, anche a giugno 2019 molta gente ha potuto assaggiare saporite fette di pane con zucchero e olio, insieme ad un piatto di pasta e fagioli ed un bicchiere di buon vino locale. Tutto ciò, come sempre, grazie alla Pro Loco e ai suoi valorosi volontari, i quali tutti dovrebbero campare per l’eternità, in quanto unici paladini del sublime impegno volto a promuovere, conservare e valorizzare il patrimonio di tradizioni della nostra cittá.
Tutto, ripetiamo, è andato bene, più o meno come nelle dieci edizioni precedenti. Il pubblico numeroso c’era sempre stato e la stessa cosa è avvenuta anche quest’anno.
Solo, però, che per dieci anni non c’è mai stato un finanziamento ed invece quest’anno sono arrivati ben 25mila euro (che non sono freselle) dalla Regione e altri 5.000 dal Comune di San Nicola la Strada, che non aveva finora mai finanziato nessuna manifestazione perché di soldi non ce n’erano per colpa del dissesto.
Era più che lecito, quindi, in virtù della grossa disponibilità stanziata, aspettarsi un vero decollo della manifestazione. Era l’occasione giusta per portare a San Nicola la Strada migliaia di turisti provenienti da ogni parte della regione. Esattamente come vuole il programma di promozione della Regione, esplicitamente proiettato sull’obiettivo di salvaguardare, anche in chiave turistica, il patrimonio delle tradizioni culturali della Campania.

Era questa, insomma, l’occasione per far conoscere, a tanta gente di altre città, San Nicola la Strada e la sua Festa del Pane Canestrato.

Invece, e purtroppo, tutto questo non c’è stato.

Secondo noi per una serie di motivi, che ci permettiamo di spiegare nell’ottica di offrire qualche suggerimento per la prossima edizione.

Innanzitutto il programma, per certi versi assurdo e contro logica, che, come da nostra e da molte altre impressioni raccolte, ha messo in secondo piano il vero protagonista della festa, cioè il pane canestrato.
Scusate, ma come è possibile decidere di mettere a disposizione di un presumibile numeroso pubblico un laboratorio dimostrativo solo per una mezzoretta e ridurre a poco meno di un’oretta la durata del buffet di degustazione?
Insomma, chi è venuto, secondo logica, con l’intenzione di passare una bella serata nella splendida villetta per vedere come facevano il pane canestrato e per degustarlo, sapete cosa ha trovato? Niente!
Per i visitatori giunti alle 20.15/ 20.30, che è l’orario più “umano” per un “turista” di una sera di calda estate, è stata (e scusateci il doppio bisticcio di parole) la Festa del Pane Canestrato senza Pane Canestrato.
Alle 20.25 la Festa del Pane Canestrato appena cominciata era già finita.
Perché così aveva deciso un programma scellerato.

Qualcuno ha detto: “Eh, ma alle 20.30 c’era il concerto!”.
Altri hanno subito risposto: “E chi se ne frega del concerto! Io sono venuto alla festa del pane canestrato!”

Il concerto di Eugenio Bennato. Eccoci ad un’altra sconcertante considerazione. Un concerto di un cantante famoso avrebbe dovuto portare diverse migliaia di persone a San Nicola la Strada. E non si sarebbe mai dovuto e potuto svolgere all’arena, che al massimo ne può contenere (progetto dell’architetto Figurato docet) 500 o poco più.
I titoli che parlano di mille spettatori, scritti sulla pagina facebook dell’evento e copiaincollati su altri giornali, sono, quindi, orrende fesserie che hanno ulteriormente falsificato la storia della XI (UNDICESIMA) edizione della festa del pane canestrato.
Ma facciamo pure che gli spettatori si sono messi l’uno sulle spalle dell’altro e sono arrivati ad essere tanti.
Embè? 30 mila euro di finanziamento (di cui 5mila da un comune "dissestato") ... per un migliaio di persone all’arena, per giunta tutte senza aver degustato neanche una fettina di pane canestrato?

Mah!

Un’altra cosa che lascia stupefatti è il cosiddetto “piano di comunicazione”, che non ha funzionato per niente.
Ci avevano detto che la comunicazione era stata fatta da decine di giornali di rilevanza nazionale con migliaia di followers (si dice così, no?)...
Scusateci se ci viene da ridere...
Risultato: nessun afflusso di turisti o visitatori al di là di quelli che in villetta ci vanno tutte le sere.
Abbiamo anche chiesto in diversi comuni del circondario. Nessuno ha visto una locandina. Nessuno ha visto un manifesto. Evidentemente sono stati messi in posti sbagliati. Capita.

Altra nostra osservazione che vale quale ulteriore suggerimento per l’anno prossimo.
Per un ulteriore decollo di una manifestazione che mira a conservare e valorizzare una tradizione sannicolese, ci voleva, inoltre, una maggiore “sannicolesità”.
Viene da chiedersi (e da stupirsi) perché in una festa sannicolese finanziata dalla Regione non c’è stato il coinvolgimento di associazioni sannicolesi come in passato era stato sempre fatto...
Cantare, ballare, recitare, eccetera eccetera per promuovere il nome della tradizione sannicolese lo sanno fare molto bene anche associazioni sannicolesi, che, invece, sono state inspiegabilmente dimenticate.

Un’ultima considerazione. E sfidiamo chiunque a dire che non sia giusta.
A nostro parere, i soldi finanziati dovevano andare tutti alla Pro Loco, che inventò la festa, che l’ha condotta per dieci anni, che avrebbe potuto attirare migliaia di turisti se le avessero dato la possibilità di “intercomunicare” con le altre proloco della provincia e che, come abbiamo potuto apprendere da qualche addetto ai lavori, aveva pensato a tantissime idee da realizzare, quali forni dal vivo, massaie panificatrici, percorsi guidati per tutta la giornata dal museo contadino alla villetta, ecc. ecc.
Invece, i signori professori di turismo hanno pensato a tutt’altro che al tema della festa del pane canestrato.
Beh, in un certo senso bisogna che a loro si dica anche grazie. Perché è grazie a loro che i turisti non sono venuti... E meno male! Immaginate che figuracce di emme avrebbe fatto la nostra cara amata San Nicola la Strada se in una sera d’estate fossero arrivati migliaia di turisti da ogni parte della regione per godersi la festa del pane canestrato senza pane canestrato...

FINE dell’articolo.  
Vi abbiamo presentato, perché non vi è stata data la possibilità di vederla, la storia del "pane fatto in casa" a San Nicola la Strada, manifestazione che l’ente pubblico regionale potrebbe in futuro inserire nell’Ipic (Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano).
Ovvero, l’ “expo” di niente.
Ovvero la Festa del Pane Canestrato senza pane canestrato.
Ovvero la Festa del Pane Canestrato che è iniziata alle 19.30 e alle 20.25 era già finita.
Ovvero la Festa di Bennato. 

Nicola Ciaramella
©Corriere di San Nicola

 

...la miseria di 800 euro destinati ad un laboratorio dimostrativo del pane canestrato (a cui si è dato spazio per mezzora)... la miseria di 1.500 euro per la degustazione del pane canestrato (a cui si è dato spazio per un’ora).
Totale, la miseria di soli 2.300 euro su 30.000 destinati alla Festa del Pane Canestrato.
Ma non vi viene da ridere?
 

 
Su 18 ore complessive programmate per la Festa del Pane Canestrato, solo tre quelle dedicate al Pane Canestrato (una e mezza al giorno)... 




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