“Cena bianca”, vita e luci alla Rotonda Ovest
Successo dell’iniziativa organizzata dall’Associazione “Bene Comune”.
Alla Rotonda Ovest 400 cittadini, tra cui molti giovani, si sono incontrati in un sereno e divertente clima di convivialità.
Il Corriere di San Nicola ha raccolto la voce dei partecipanti.
L'amarezza e la speranza di chi non vuole più vedere una Rotonda ridotta a brandelli.
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(link nell'articolo)
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https://youtu.be/3bi3g-dnqf4
Mai si era vista la Rotonda Ovest di San Nicola la Strada così piena di persone, tutte unite dal desiderio di incontrarsi e di trascorrere insieme una serata speciale.
Soprattutto, mai si erano viste tante luci, tanta musica, tanta allegria.
Domenica 27 settembre, 400 cittadini (alcuni provenienti anche da Caserta), ma forse molti di più, hanno portato gioia ed amicizia in una delle zone più bistrattate della città.
Moltissimi i giovani e molti anche i bambini: è sicuramente questo il messaggio più bello lanciato e lasciato dalla splendida iniziativa.
Ha avuto un grandissimo successo, insomma, la “Cena bianca” promossa e perfettamente organizzata dalla novella Associazione Bene Comune, il cui programma prevede, nei prossimi mesi, altri ricchi momenti di incontro.
Tutto si è svolto come voluto. Lunghe file di tavoli disposti nei viali dell’emiciclo, sui quali ciascun partecipante ha sistemato cibo e relative vettovaglie preparati a propria cura e con propria fantasia. Un picnic consumato sotto le stelle in una delle zone più trascurate del paese.
Tra le tante emozioni vissute da molti presenti, quella, forse tra le più elettrizzanti, di ritrovarsi dopo tanti anni, di riconoscersi a stento, di stringersi in abbracci impensati ed inattesi.
Una serata che resterà nella storia. E quando si parla di storia a San Nicola la Strada non poteva mancare l’unico che l’ha sempre narrata, l’unico che l’ha sempre immortalata, attimo per attimo, evento per evento: il Corriere di San Nicola, l’Enciclopedia di San Nicola la Strada (Nikipedia).
Nel video, oltre alle immagini, alla musica, ai sorrisi, agli abbracci, all’entusiasmo, c’è anche il racconto dell’evento, rigorosamente anche scritto. Ci sono anche tante interviste di Nicola Ciaramella, motivate dal fine di ascoltare la voce di cittadini presenti (noti o poco noti non ha importanza). Soprattutto per chiedere ai sannicolesi cosa, secondo loro, occorrerebbe fare affinché il “rumore” e la luce prendano qui il posto del buio più deprimente per tenere lontane brutte e deturpanti intenzioni.
“Nata dal desiderio profondo di cittadine e cittadini di essere protagonisti del destino collettivo, Bene Comune -è scritto nella pagina facebook della neonata associazione- si propone di restituire i luoghi della città alla comunità, favorendo una partecipazione attiva e consapevole alla vita pubblica. È un progetto che nasce dal basso, dalla consapevolezza diffusa che solo attraverso l’impegno diretto di chi vive la città sia possibile rigenerare i legami, proteggere il territorio e costruire un futuro più giusto e sostenibile.
Bene Comune mette al centro della propria azione due assi fondamentali: i diritti civili e la salvaguardia dell’ambiente. Crediamo che la cura delle relazioni, l’ascolto reciproco e il rispetto per gli spazi condivisi siano gli strumenti principali per rispondere ai tempi complessi e spesso bui che stiamo attraversando. È nella concretezza della solidarietà, nel prendersi cura tanto dei luoghi quanto delle persone, che si radica il nostro progetto.
L’associazione promuove iniziative di interesse sociale dove ogni attività è pensata per ricostruire il senso di corresponsabilità nella vita collettiva, per far sì che ogni persona si senta parte attiva e integrante della propria comunità.
Il cuore del nostro impegno è la convinzione che la cura delle relazioni e la cura dei luoghi siano la chiave per superare le difficoltà del presente. Restituire spazi pubblici alla cittadinanza significa offrire nuove opportunità di incontro, confronto, crescita e solidarietà. Vuol dire rendere possibile una città in cui nessuno si senta escluso o invisibile.
Bene Comune è, dunque, il frutto di un’esigenza reale e urgente: quella di chi non vuole più restare spettatore, ma si assume la responsabilità di costruire, giorno dopo giorno, una città più vivibile, accogliente, sostenibile, dove il bene di tutte e tutti sia davvero il motore della vita collettiva».
L’importante, ora, però, è che altri momenti come questi giungano, ed anche in fretta, per risvegliare la cara Rotonda Ovest di San Nicola la Strada.
Chi, come chi scrive da 40 anni la storia di San Nicola la Strada; chi, come tanti sannicolesi, qui è nato e qui vive, è stanco di vedere la Rotonda ridotta a brandelli.
La Rotonda Ovest deve ritornare ad essere terra dei sannicolesi. Non deve essere considerata terra “spacciata”. Non si possono non condividere la delusione e l’amarezza (ma soprattutto la “rabbia”) di chi in questa zona abita e svolge quotidianamente gli atti della propria esistenza.
La realtà della Rotonda, purtroppo, è allucinante. La Rotonda Ovest è oggi territorio di degrado e di malintenzionati. Non si dia, però, la colpa solo a quei poveracci di colore, che, comunque, devono rispettare le leggi della nazione che li ospita, subendo punizioni se le trasgrediscono: loro sono solo e semplicemente gli ultimi anelli di una catena, una catena spessa e resistente che comincia dai “visi pallidi”. Sono questi ultimi che bisognerebbe allontanare, ma, si sa, questa gente è praticamente irraggiungibile.
La Rotonda Ovest, che già fa male definire “terra nullius”, è oggi terra di persone che “si spacciano” per “proprietari” in virtù della prepotenza dei loro invisibili mandanti e della “paura” che talvolta palesemente assale la popolazione.
Un dato è certo: la Rotonda Ovest non sembra più terra dei sannicolesi!
E’ documentato dalla fine degli anni ’80 (“Il Ponte-Giornale di San Nicola Per San Nicola”) che si spaccia droga alla Rotonda Ovest e che c’è degrado alla Rotonda Ovest.
E’ documentato dagli inizi degli anni ’90 (“Corriere di San Nicola”) che si parla di “interventi”, “progetti”, “intendimenti” a favore della Rotonda Ovest in tutte le campagne elettorali e in tutte le dichiarazioni programmatiche di tutti gli amministratori che si sono avvicendati in questa città.
Tutti ne hanno blaterato a iosa, riempendosi la bocca di belle promesse e strappando applausi alla platea. Nessuno (e ripetiamo nessuno), in 40 anni (e ripetiamo 40 anni), ha fatto niente (e ripetiamo niente).
La Rotonda sembra ormai terra spacciata.
La situazione diventa giorno dopo giorno sempre più drammatica. Inevitabilmente a discapito dei poveri cittadini che alla Rotonda Ovest abitano e che la Rotonda Ovest sono costretti ad attraversare per recarsi nei quartieri “alti” della città.
Il “Corriere di San Nicola”, come si sa, giornale che dice senza paura la verità perché non deve dire grazie a nessuno, scrive da anni sul crescente degrado dell’ex glorioso emiciclo, dove un tempo si giocava a calcio, si riunivano gli scout, ci si incontrava per divertirsi e socializzare.
Oggi, purtroppo, gli uomini non conoscono queste cose; oggi il mondo è chiuso. Oggi ci si estranea dai problemi che investono la “collettività”. Perché la “collettività” non esiste più. Ed ecco che viene rabbia, esasperazione, quasi angoscia per qualcosa, non impossibile e neanche difficile, che si potrebbe fare per portare a misura di civiltà quei pochi metri quadrati della Rotonda Ovest, diventati negli anni, per inerzia di tutti gli amministratori che si sono fin qui avvicendati, grande terra di degrado assoluto.
La Rotonda, sia Ovest che Est, si sa e si dice (soprattutto in certe occasioni), è (o, meglio, potrebbe essere) un patrimonio della città, biglietto da visita per viandanti e visitatori, occasione di turismo, di sviluppo, di promozione del territorio.
Ma che ci vuole a realizzare qualcosa di utile per spazzare via l’indecente decadimento che regna in questo angolo meraviglioso di San Nicola la Strada?
Che ci vuole a tenere fuori per sempre i fasulli “proprietari” che vi regnano indisturbati? Che ci vuole a fare un progetto, tanti piccoli progetti in grado di attirare la popolazione e non gli spacciatori?
Forse uno o più punti di ristoro (bar, pizzerie, tavole calde e fredde con tanto di tavolini e gazebo.
Forse un parco giochi pieno di luci.
Forse un bel palco su cui organizzare, soprattutto in estate (che ormai dura per otto o nove mesi all’anno), rappresentazioni teatrali, concerti, manifestazioni folcloristiche (qualcuno si ricorda della Rotondinfest di Don Oreste?).
Forse una bella location in cui trasferire o replicare sagre gastronomiche, rassegne teatrali, incontri, convegni e spettacoli che si tengono in altre parti del paese.
Forse altre cose eccetera eccetera eccetera.
Sono solo esempi, idee, per carità, molte suggerite addirittura da persone che contano, però davanti ad un caffè al bar.
Forse chi scrive è un sognatore. E meno male che ne esistono ancora.
Ma una considerazione è più che certa: non ci vuole molto per cacciare via il degrado e i malintenzionati dalla Rotonda Ovest.
Non ci vogliono molti soldi (quelli ci vogliono solo per “cantare le messe”, tanto per fare una battuta solo per alleggerire un po’ il discorso che si fa pesante).
Ci vuole solo e semplicemente programmazione (“non so se si capisce questa parola”, diceva il mitico Frate Antonino da Scasazza in “Quelli della notte”).
Ci vogliono menti pensanti al lavoro.
Ci vogliono progetti.
Ci vogliono persone che la smettano una volta per tutte di fare solo chiacchiere e comincino finalmente a fare i fatti.
Ben vengano, dunque, iniziative come queste, ma che siano costanti, continue, incessanti.
Tutti i partecipanti alla “cena bianca” con i quali il Corriere di San Nicola ha avuto il piacere e l’onore di parlare (siamo andati via all’una di notte, senza minimamente curarci degli inevitabili effetti collaterali della chemio fatta al Pascale due giorni prima), ci hanno rivelato tante cose brutte, già note, che si è voluto ribadire.
Ne riportiamo qualcuna:
“Ho paura di fare una passeggiata tra i viali della Rotonda Ovest. Mi si presenta davanti uno spettacolo orrendo. Desolante. Da brividi. Stamattina sono stato assalito da un senso di sgomento. Clima di solitudine, un deserto incurato ed abbandonato, sporcizia dappertutto, prati rovinati e senza erba, stradine interne invase da fogliame secco e fradicio, cani che vi urinano e vi defecano con il benestare dei padroncini”.
“Qualche volta mi viene il desiderio di scattare qualche foto del verde che c’è nella mia meravigliosa Rotonda Ovest. Non lo farò più. Qualche giorno fa, mentre posizionavo tra le mani il mio cellulare, improvvisamente si è alzato da una panchina una persona che poi si è avvicinata un po’, ma non di molto, per indicarmi di riporlo immediatamente...”.
“Quando esco dalla Rotonda Ovest, dove abito, per andare alla Rotonda orientale, e viceversa, preferisco fare centinaia di metri in più percorrendo il marciapiedi della strada dell’emiciclo per poi attraversare il vialone all’altezza del semaforo. Non lo faccio per allenamento, ma perché ho paura di qualche incontro pericoloso”.
Bisogna, però, avere fiducia. Assolutamente fiducia. Grandissima fiducia. Mai abbandonarsi allo stato di fatto.
Bisogna assolutamente credere che molto presto i politici (tutti, di nessun colore in particolare, anche perché ci sono daltonici) cominceranno a rendersi conto che bisogna agire concretamente.
Perché bisogna assolutamente, prima che sia troppo tardi, consegnare ai cittadini una città piena di luce, di vita e di serenità.
Bisogna essere certi che, prima o poi, anzi prestissimo, ai tanti meritevoli progetti, indubbiamente tutti utili, interessanti ed importanti (“Il Ponte” e il “Corriere di San Nicola” sono orgogliosi di averli narrati ed immortalati per 40 anni) che hanno reso e continuano a rendere più bella e funzionale la nostra amata San Nicola la Strada, se ne aggiungeranno altri, tantissimi altri che ribalteranno finalmente il maledetto trend che investe da decenni la Rotonda Ovest di San Nicola la Strada.
La Rotonda Ovest: quel tesoro inestimabile di bellezza visibile agli occhi di chi conosce la parola “amore e passione per la propria città”.
Nicola Ciaramella
©Corriere di San Nicola

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