“Terre in cammino”: i soldi ci sono, ora speriamo nelle idee
La Regione Campania ha finanziato sette comuni del casertano, tra cui San Nicola la Strada, per promuovere turismo e cultura nel territorio della provincia.
Da elogiare per intuito e tempestività la nuova sindaca Natale e il nuovo assessore Feola.
Per la capofila San Marco Evangelista e i suoi partner, giustamente soddisfatti, il difficile viene adesso, perché prima di facili trionfalismi bisogna assolutamente partorire iniziative valide e adeguate in una terra (o parte di essa) che è agli ultimi posti nella classifica nazionale della qualità della vita.
Nessun merito ancora conquistato, nessuna sfida culturale ancora premiata. I giornali e i politici, si sa, ci riferiamo a quelli dai facili entusiasmi, spesso le dicono grosse già prima che qualcosa accada.
Quello che si legge sulla stampa (sempre quella dei faciloni) nei sette comuni ammessi ad ottenere soldi per promuovere la cultura ed il turismo del loro territorio e quello che si ascolta dalle dichiarazioni trionfalistiche provenienti dai rappresentanti delle rispettive amministrazioni locali fa molto sorridere e la dice tutta su come si può esagerare. Nessuno ha conquistato ancora niente e tutti si proclamano già eroi.
Che i sette comuni non capoluogo di provincia di Terra di Lavoro (capofila San Marco Evangelista e poi Capodrise, Carinaro, Marcianise, Portico, Recale e San Nicola la Strada) ammessi a beneficiare (giusta decreto dirigenziale n. 463 del 10 agosto 2026 emesso dalla Direzione Generale Politiche Culturali e Turismo della Regione Campania) di contributi ai sensi dall’Avviso pubblico “Le stagioni della Campania da giugno 2026 a maggio 2027. Programma di percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed enogastronomico per la promozione turistica" saranno capaci di scoprire e soprattutto di promuovere l’identità del proprio territorio e di farla conoscere agli altri è ancora tutto da vedere.
Comunque, è fortemente da sperare. Sì, sperare. Perché è l’unica cosa da fare in una provincia che si trova in profonda zona retrocessione del campionato italiano di qualità della vita (101ª in assoluto su 107 e 100ª nel settore della cultura, secondo gli ultimi dati statistici elaborati dal Sole24ore a dicembre 2025).
Ci riferiamo al finanziamento di 200mila euro (a cui si aggiungono 35mila euro di cofinanziamento messi a disposizione dagli stessi Comuni) che la Regione Campania ha assegnato a sette comuni di Terra di Lavoro, tra cui, come abbiamo detto, San Nicola la Strada, per la realizzazione del progetto “Terre in Cammino”, il quale, come si legge in un comunicato diramato anche dal Gabinetto del Sindaco di San Nicola la Strada, «rappresenta un’importante opportunità per valorizzare e mettere in rete il patrimonio storico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico dei territori coinvolti, attraverso un calendario condiviso di eventi, attività e percorsi dedicati alla promozione delle realtà locali».
“Terre in Cammino”, è scritto nel dispaccio, «nasce con l’obiettivo di mettere in rete il patrimonio storico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico dei sette territori, accomunati dall’appartenenza alla storia e all’identità della Terra di Lavoro e, in particolar modo, tutti presenti lungo l’antico tracciato della via Appia. Il programma prevede un calendario coordinato di eventi e iniziative distribuite nei diversi Comuni: spettacoli, musica e teatro, visite guidate, laboratori ed esperienze dedicate alle tradizioni locali, percorsi del gusto, degustazioni e attività di valorizzazione delle produzioni tipiche e del patrimonio materiale e immateriale. Gli appuntamenti saranno concepiti come tappe di un unico itinerario, con l’obiettivo di favorire la mobilità dei visitatori tra i sette centri e trasformare il territorio in una destinazione turistica integrata. Al centro di “Terre in Cammino” ci saranno le identità che caratterizzano la pianura casertana: dalle antiche vie di comunicazione alla civiltà contadina, dalle masserie alle tradizioni popolari e religiose, fino all’artigianato e alle produzioni agricole ed enogastronomiche. Un patrimonio diffuso che il progetto punta a raccontare attraverso esperienze rivolte non soltanto alle comunità locali, ma anche ai visitatori attratti dalla Reggia di Caserta, incentivandoli a scoprire il territorio circostante e a prolungare la propria permanenza in provincia».
Anche per San Nicola la Strada le sfide sono tante e tante le speranze di fare cose buone. Innanzitutto è doveroso fare i complimenti alla sindaca Maria Natale e all’assessore alla cultura Gianluca Feola per essersi subito accordati con la capofila San Marco ed essere così riusciti in brevissimo tempo a diventare parte beneficiaria di un cospicuo finanziamento. Se andiamo ben a vedere, infatti, il periodo di presentazione delle domande deciso dalla Regione era dal 16 giugno al 1° luglio, mentre Feola ha ottenuto l’incarico di assessore il 22 giugno. Indubbiamente una vittoria per quanto riguarda intuito e tempestività.
Per il resto è tutto da sperare, come dicevamo.
Ora occorrono idee valide e consistenti e qui cominciano le difficoltà. Sì, perché a San Nicola la Strada, finora, non è che, salvo alcune che stiamo per elencare, se ne siano avute tantissime di occasioni capaci di attrarre turisti e di fare cultura del territorio a trecentosessanta gradi, precisamente in strada e tra la gente e non nei salotti.
La speranza è che San Nicola la Strada possa vivere altre brillanti iniziative o altri significativi percorsi tipo “La San Nicola che non conosci” (che ha fatto conoscere i monumenti più importanti della città, aprendo le porte a luoghi storici prima inesplorati), “Regina Viarum” (con l’esercito romano e il console Claudio a percorrere la Via Appia Sannicolese fino allo spettacolo dei gladiatori presso la Tana di Mazzamauriello), “Maratonina di San Nicola" (che fa ogni anno conoscere le poche bellezze della città a migliaia di sportivi provenienti da tutt’Italia)” e “Presepe vivente” (richiamo di gente e nostalgia da molti angoli della provincia), che sono tra le pochissime iniziative sinora organizzate (tutte da associazioni e con autofinanziamento dei relativi soci) capaci di aver raccolto un po’ di turisti da altri comuni.
A queste va doverosamente ricordata la bellissima e vecchissima “Cecilia delle Grazie”, l’unica manifestazione mai messa su per far conoscere la storia, angolo per angolo, del monumento più importante della città, ovvero l’Ex Convitto Borbonico.
Per il resto, nulla o quasi.
Non risultano, infatti, sinora, ad esempio, iniziative svolte per promuovere, tanto per parlare del lato borbonico della medaglia, il Vialone Carlo III, l’asse viario su cui dovrebbero scorrere le automobili dei turisti con la Reggia di fronte.
Non risultano, sempre per fare altri esempi, iniziative sinora svolte per invogliare la gente, sia turisti di passaggio che abitanti del luogo, a trattenersi sui prati della Rotonda.
Eccetera eccetera. Solo intenzioni da secoli enunciate da tutte le amministrazioni dalla ricostituzione del Comune di San Nicola la Strada ad oggi. Uno spicchio di poesia del dopoguerra che non si è mai tradotto in concretezza.
"Fusse che fusse la volta bona": il celebre tormentone inventato da Nino Manfredi nel 1959 durante una trasmissione televisiva è più attuale che mai. Come dire, è sempre Canzonissima!
Con Maria Natale prima cittadina e con Gianluca Feola alla cultura è lecito ben sperare.
La speranza, insomma, è che San Nicola la Strada, al di là delle pettole e fagioli e del pane abbrustolito (speriamo che non sia solo il comparto enogastronomico a prendere piede nella programmazione degli eventi), possa far rivivere o vivere per la prima volta tutte le sue più antiche tradizioni, la sua storia, i suoi spazi dedicati alla natura e all’ambiente. In una sola parola, la sua cultura.
La speranza, quindi, è che si propongano iniziative tese a far conoscere le origini della nostra città, gli angoli artistici e architettonici visibili e nascosti della città, la tradizione del folclore sannicolese, degli antichi mestieri sannicolesi, dei valori, antichi e attuali, espressi dalla comunità sannicolese.
Con l’aiuto fondamentale e indispensabile, come sinora è stato, di tutte (ed è il caso di sottolineare tutte) le associazioni attive del territorio, ossia le associazioni sannicolesi che sono nate a San Nicola la Strada, che vivono a San Nicola la Strada, che si impegnano per San Nicola la Strada e che già hanno dato ampia dimostrazione della loro capacità e della loro competenza.
Ripercorrere il cammino di Calatia, da osca ad etrusca, poi a sannita ed infine a romana; immaginare il rumore dei passi dell'apostolo San Paolo lungo la via Appia; raccontare il trafugamento dalla lontana terra asiatica delle spoglie di San Nicola e l’origine del culto: queste le sequenze di un film che potrebbe far venire i brividi. A San Nicola la Strada ci sono certamente le risorse per girarlo. Basta metterle in azione. Tutto qui.
Insomma, e qui torniamo a tutti i magnifici sette comuni in campo per la promozione (anche se non è un campionato di calcio), solo tra qualche mese (da qui a maggio 2027), dopo i primi ciak, si potrebbero eventualmente dipingere frasi e parole di toni trionfalistici. Certamente non ora, come fa la stampa dei faciloni di quei sette comuni della provincia.
E, ritornando a San Nicola la Strada per chiudere, una cosa è certa: bisogna assolutamente sperare. San Nicola la Strada merita speranza; San Nicola la Strada deve assolutamente sperare, un giorno, di apparire, agli occhi di fantomatici turisti incamminati su un fantomatico vialone, più forte e più superba che pria.
Al di là dei soldi ottenuti dalla regione (che non mancherebbero anche per il futuro). Con iniziative proprie, partorite di propria mente, con propri sacrifici e in piena umiltà.
Nicola Ciaramella
©Corriere di San Nicola
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-di Biagio Pace-
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Fu istituito nel 1991. Le carriere dei sette comandanti che sinora lo hanno guidato.
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L'Enciclopedia di San Nicola la Strada
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LA STORIA DELLA PROTEZIONE CIVILE DI SAN NICOLA LA STRADA
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Nicola Ciaramella
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L'Enciclopedia di San Nicola la Strada
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