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Motta-Panico, un carico di ideali...

Un comunicato-stampa per dire al popolo (rispondendo ad un nostro ...simpatico articolo) che con l’UDC ci si può anche sedere per fare qualche programma, ma che con AN non si tratta: “Lo esige la storia!”.I rifocomunisti contrari all’ingresso di Santangelo nella coalizione. Ma nessuno riesce a fargli capire che senza la destra non si vince...


Salvatore Motta e Pasquale Panico, segretari delle sezioni cittadine rispettivamente dei Comunisti Italiani e del Partito di Rifondazione Comunista, hanno così risposto al nostro articolo
SANT...ANGELO “GIOCA” PER DON ANGELO..., pubblicato qualche giorno fa su questo sito.

«Gli “idealisti” Motta e Panico (come definiti da qualcuno -leggasi Nicola Ciaramella, ndd) sono la sintesi, a livello cittadino, di due partiti (PdCI e PRC), eredi di un glorioso e intramontabile movimento operaio e contadino che ha caratterizzato e segnato la storia italiana: il Partito Comunista Italiano.
Come nel genere umano la continuità della vita viene garantita dalla procreazione, così l’alto ideale che ha sempre contraddistinto in passato il PCI, oggi è vivo e portato avanti dagli attuali Comunisti.
Per parecchi, però, la storia rappresenta solo una materia che si studia nelle scuole, e, in particolare quella recente, è spesso dimenticata. Allora, è necessario fare una ripassatina.
Durante la Resistenza all’occupazione Nazista e alla dittatura Fascista, i vari movimenti e partiti italiani, per la libertà, si coalizzarono e fecero fronte comune per sconfiggere il nemico. Tra i partiti che aderirono vi furono Liberali, Repubblicani, Popolari, Socialisti e Comunisti. Dopo la vittoria, tali partiti diedero vita alla Repubblica Italiana e dettarono l’attuale Costituzione (recentemente attaccata e colpita nel suo spirito dalla CdL di Berlusconi). La Repubblica Italiana, dal dopoguerra ad oggi, comunque, è stata oggetto di forti attacchi e tentati colpi di stato da parte della Destra italiana, ispiratrice anche delle grandi stragi (Piazza Fontana, stazione di Bologna, treno Italicus) nel periodo della tensione. Tale destra italiana, rappresentata in Parlamento prima dal MSI-DN ed oggi da AN, ha raccolto l’eredità di quel Fascismo totalitario che negava la libertà e che classificava l’umanità tra razza eletta e razza inferiore.
Per tali motivi e nel rispetto di coloro che hanno immolato la vita per gli ideali, pur prendendo atto che alle comunali si avrà a che fare con un avversario duro da battere, è inconcepibile che un’alleanza politica-elettorale, su un siffatto assunto, possa nascere tra Comunisti e AN. Non sono tanto i Motta o i Panico che la negano, È LA STORIA CHE LO ESIGE, è la stabilità del futuro governo che lo vuole!!! Inoltre è bene precisare che a nessun tavolo interpartitico dell’Unione hanno partecipato AN, UDC o altri partiti del centro-destra, tantomeno sono stati fatti incontri o discorsi ufficiali con tali forze.
Per quanto riguarda l’UDC, forza moderata ed erede della tradizione cattolica e dei Popolari che si opposero al Fascismo, il discorso è un po’ diverso. A livello locale, l’aver assunto una posizione fortemente critica verso gli altri partiti del centro-destra, l’aver dimostrato un’accanita avversione alla non politica del “reuccio” e l’aver manifestato una sensibile attenzione nei confronti del programma e del possibile candidato Sindaco dell’Unione di centro-sinistra, pone tale partito sicuramente in debita considerazione per un dialogo che potrebbe istaurarsi. Nonostante ciò, una possibile intesa potrà avvenire solo su un terreno programmatico-elettorale e con il candidato a Sindaco, dato che è di estrazione moderata, ma di sicuro non potrà stabilirsi a livello politico con un loro ingresso nell’Unione, data l’attuale collocazione dell’UDC nello scenario politico italiano.
Pertanto, i Comunisti si pongono in una posizione molto critica, non perché vogliono ... rompere le scatole al candidato Sindaco, ma, viceversa, proprio per evitare che dette scatole possano essere rotte in seguito quando bisognerà governare la città. I Comunisti vogliono più di tutti vincere: sono stati i primi ad individuare, a contattare e indicare il candidato designato per l’Unione. La vittoria, però, dovrà avvenire in maniera pulita, senza ombre e, soprattutto, con coerenza. Non dovrà essere una vittoria di Pirro.
Salvatore Motta, Pdci - Pasquale Panico, Prc»

. . . . . . . . .

Lontanissima da me qualsiasi intenzione di scendere in polemica con il tandem Motta-Panico in un momento così delicato per il futuro della nostra amata San Nicola.
Anzi, mi corre l’obbligo di ringraziarli di vero cuore per la preziosissima lezione di storia che, con grande passionalità, mi hanno offerto. Un grazie veramente sentito, e vi spiego perché: alle elementari mi avevano fatto studiare fino a Carlo Magno, alle medie fino ai Guelfi e Ghibellini, al Liceo fino a Napoleone, alle superiori fino a Garibaldi e all’università, porca miseria, mi si versò il caffè sul libro e mi si oscurarono le bellissime pagine riguardanti, manco a farlo apposta, proprio gli anni dalla Resistenza in poi, che Motta e Panico così gentilmente mi hanno narrato, colmando una mia gravissima lacuna che mi portavo dietro da sempre.
Grazie, di vero cuore!
Comunque, come dicevo, nessuna polemica, assolutamente.
Per sfizio, più che per provocazione, avevo semplicemente fatto qualche riflessione sul momento della politica sannicolese, tutta impegnata a trovare le giuste mosse e contromisure per affrontare al meglio la ormai imminente campagna elettorale per la conquista di Piazza Municipio.
Niente...mi è venuto di buttar fuori qualcosa, tanto per ...partecipare.
Pensavo: Motta vuole scalzare il reuccio; Panico vuole scalzare il reuccio, il centrosinistra vuole scalzare il reuccio, l’Udc vuole scalzare il reuccio, An vuole scalzare il reuccio...Insomma, tutti vogliono scalzare il reuccio. O, almeno, così vanno dicendo da mesi tutti i responsabili di tutti i partiti di San Nicola che hanno un nome, un simbolo e un ideale.
Bene, mi son detto, anche se a me, molto sinceramente, non me ne frega un fico secco di chi andrà a prendersi le chiavi del Palazzo: tanto, mi sono sempre detto, io non abito lì e pago il condominio altrove.
Bene, mi sono detto, e da perfetto imbecille che non capisce niente di politica mi sono ridetto: ma se tutti vogliono scalzare il reuccio, se tutti non vedono l’ora di farlo scomparire dalla faccia del paese, allora perché non mettono un po’ da parte gli ideali e pensano alle cose pratiche e concrete? Ma perché, mi sono sempre chiesto, i comunisti e i rifondisti (che poi sono la stessa cosa anche se continuano a chiamarsi chi filippo e chi panaro) stanno facendo tante questioni a ...destra e a manca, costringendo Lucia Esposito a darsi tanti pizzichi sulla pancia, pur di raggiungere lo scopo di escludere dalla coalizione l’Udc e An che, invece, gli servono per vincere le elezioni?
Ma che ca..., mi sono sempre detto, ma questi qui proprio non vogliono saperne di diventare un po’ più pratici? Ma che ca..., mi sono detto, ma stanno ancora ai tempi di pappagone? Lo sanno questi qui, che, mentre loro, per tanti anni, si sono messi a fare i professorucci con gli occhialini, c’è stato chi, usando le lenti a contatto e senza scervellarsi più di tanto sui libri di storia, ha fatto, qui a San Nicola, i cavoli suoi, governando, riposandosi e rigovernando senza che alcuno o alcunché gli rovinasse i programmi?
Ma che ca..., mi sono detto, ma non hanno proprio imparato niente in tutto questo tempo? Ma si sono scordati che l’unica occasione che hanno avuto a disposizione, nel ’93 con i Nuovi Stradini, si è rivelata il più grande fallimento (oltre che fregatura per gli elettori) della storia politica ed amministrativa sannicolese?
Ma allora, mi sono detto, glielo devo proprio dire...e glielo ho detto, ma molto simpaticamente, da ruspante, da chi dice di getto quello che pensa, senza imbambolarsi in giochi di parole.
Cari Motta e Panico, gli ho detto, se volete scalzare il reuccio, come state dicendo da mesi, finitela di rompere le scatole a Lucia Esposito e all’intera coalizione di centrosinistra. Esposito, Vigliotti, Roano, Giaquinto e tutti gli altri non ve lo dicono perché non possono, ma certamente lo pensano: volete finirla, almeno per il momento, di fare gli idealisti? Non dovete mica fondare un nuovo stato! Ma che ca..., dovete semplicemente vincere le elezioni comunali...a che ca...vi servono adesso gli ideali? Eppur lo sapete meglio di tutti che senza Udc e An ve lo scordate di mandare a casa il reuccio...E allora, che vi costa allargare il tavolo anche alla tanto apostrofata destra?...”Stragi”, “colpi di stato”, “totalitarismo”, “negazione della libertà”, “razzismo”...ma per caso avete scambiato Santangelo e D’Ambrosio per Hitler? Ma per carità! Lo sanno tutti che sono fatti di zucchero, anche se covano dentro tanto amaro per il reuccio, lo stesso fernet che neanche voi riuscite a digerire.
E allora, Signori Motta e Panico, chiudete un occhio, dunque, se volete battere il reuccio...Accettate An e Udc senza rompere le scatole con i vostri se e i vostri ma. Poi, a vittoria ottenuta, una volta strappate le chiavi della città a Napoleone, vi sedete un attimo e decidete come andare avanti, realizzando una nuova visione della politica, per il bene esclusivo ed insostituibile della cara San Nicola la Strada: scusate, ma non state dicendo, tutti quanti, di desiderare proprio questo?
E allora...perciò, stateme a ssentì...nun facite ‘i restivi, suppuortateve vicino...che ve ‘mporta? Sti pagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive: vuje site serie...appartenite a morte!

Nicola Ciaramella


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