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"Gemellaggio" tra Festa di Sant'Antuono e Lummenera di San Nicola

La regione ha approvato il partenariato turistico tra Macerata Campania e San Nicola la Strada, al quale partecipa anche Recale. 
Concesso un finanziamento di 50mila euro con l'aggiunta di altri 14mila stanziati dai tre comuni.
Il ricco programma di manifestazioni popolari si svolgerà dal 5 dicembre 2019 al 19 gennaio 2020.


La Regione Campania ha approvato il progetto congiunto presentato ad inizi luglio dai comuni di Macerata Campania (capofila), San Nicola la Strada e Recale per un partenariato a scopo turistico finalizzato alla “Festa di Sant’Antonio Abate edizione 2020”, che, come noto, è una antichissima manifestazione popolare maceratese (forse più conosciuta nella sua accezione dialettale «‘A festa ‘e Sant’Antuono) in odore di essere inserita nelle liste Unesco.

La finalità del progetto, che prevede lo svolgimento di eventi dal 5 dicembre 2019 al 19 gennaio 2020, è quella di promuovere il territorio di riferimento valorizzando le tipicità locali e sottolineando l’importanza delle tradizioni che sono state tramandate di generazione in generazione.


Il finanziamento ottenuto rientra nell’ambito del “POC (Programma Operativo Complementare) Campania 2014-2020 - Linea strategica Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura - Programma di eventi per promozione turistica della Campania - Azione 4 - Iniziative promozionali sul territorio regionale in forma associata con minimo tre Comuni partner- finanziamento massimo pari a € 50.000,00 - Periodo Giugno 2019 - Giugno 2020” e nasce da una serie importante di premesse che vedono la Regione considerare il ruolo primario del turismo per la valorizzazione del territorio in ambito nazionale ed internazionale, nonché la sua promozione quale contributo alla crescita civile, culturale, sociale e morale delle comunità.

Molteplici gli obiettivi che Macerata Campania, San Nicola la Strada e Recale (rappresentati dai sindaci firmatari del protocollo di intesa, e cioè, rispettivamente, Stefano Antonio Cioffi, Vito Marotta e Raffaele Porfidia ) si propongono di realizzare grazie a questo rapporto di collaborazione:
-promuovere e valorizzare il territorio locale proponendo percorsi integrati che uniscano il tradizionale patrimonio naturale a visite a centri storici e a siti culturali, coinvolgendo anche le diverse filiere di prodotto (termale, enogastronomica, ambientale, religiosa, ecc.) con la partecipazione delle comunità locali;
-rafforzare e sistematizzare le opportunità che il sistema turistico locale nel suo insieme presenta, nonché cogliere e soddisfare ogni esigenza del turista, tenendo conto delle motivazioni che spingono il medesimo a scegliere di viaggiare, con la costruzione di itinerari integrati;
-valorizzare e promuovere canali di marketing territoriale innovativo, tenuto conto dei nuovi modelli di consumo turistico;
-costruire un nuovo tipo di attrattività turistica fondata sull'esperienza di “luoghi”, di “valori”, di “patrimoni” specifici e non globalizzati;
-migliorare l’organizzazione e la strutturazione del sistema di accoglienza del territorio regionale;

-sviluppare la crescita locale, con ricadute anche in termini di apprezzamento dell’appartenenza.

Nella sostanza, questo progetto si propone di valorizzare le tradizioni e le produzioni artigianali e la trasformazione agro-alimentare tipiche del territorio di riferimento; mettere in rete Macerata Campania, San Nicola la Strada e Recale, superando quindi la dimensione locale nella capacità di attrazione di flussi turistici, con conseguente ampliamento della domanda turistica; promuovere il territorio realizzando un itinerario tematico e territoriale per rafforzare l’identità ed il senso di appartenenza della comunità di riferimento, nonché per ampliare le conoscenze di residenti e visitatori.

Il Comune capofila del progetto è, ovviamente, Macerata Campania, che, al di là del fatto di essere sede dell’evento centrale del progetto, è ritenuto idoneo all’assunzione di tale ruolo per le sue capacità organizzative nell’ambito di attività finanziate dalla Regione Campania e per la sua solidità economica e finanziaria.

Per la realizzazione della proposta progettuale, c'è anche una diretta partecipazione finanziaria dei singoli sottoscrittori nella seguente misura: 6mila euro a carico del Comune di Macerata Campania; 5mila a carico del Comune di San Nicola la Strada e 3mila a carico del Comune di Recale.

Molto ben dettagliata è la scheda progettuale, che spiega ed elenca con dovizia di particolari le finalità e gli obiettivi di tutti i molteplici aspetti che caratterizzano l’evento.


Il progetto verte, dunque, principalmente, sulla Festa di Sant’Antonio Abate (‘A festa ‘e Sant’Antuono) “nel Paese della Pastellessa(Guida Editori 2018), che si svolge ogni anno a Macerata Campania e che affonda le sue radici nella notte dei tempi:
secondo la tradizione orale, essa ha avuto origine nel XIII secolo nella Parrocchia San Martino Vescovo dell’antico casale di Macerata e si svolge ininterrottamente da trecento anni. Proprio per il suo alto significato storico, il Comune di Macerata Campania, insieme con l' “Associazione Sant'Antuono & le Battuglie di Pastellessa”, accreditata presso il Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO, ha avviato le attività per l’inserimento della Festa di Sant'Antonio Abate nelle liste UNESCO.
L’unione del culto cristiano e della devozione per il Santo, con antichi retaggi pagani, rendono alla manifestazione una elevata importanza culturale e popolare capace di coinvolgere in modo attivo non solo l’intera comunità locale, ma anche le popolazioni limitrofe.
Alla manifestazione, è noto, accorrono ogni anno migliaia di visitatori provenienti dall’intera Penisola.
Dal più giovane al più anziano, tutte le famiglie del paese, uniscono le proprie forze in questo evento, soprattutto nella creazione dei “Carri di Sant’Antuono”, enormi carri a forma di barca che nei giorni di festa sfilano per le strade della città. Per l’occasione vengono allestiti dai 15 ai 20 carri sui quali si esibiscono delle particolari orchestre denominate “Battuglie di Pastellessa”. Uomini e donne di tutte le età, che rappresentano gli oltre 1200 “Bottari di Macerata Campania” (ai quali si aggiungono
persone provenienti anche da diverse altre città della Provincia di Caserta), prendono posto sui carri dedicati al Santo eremita, pronti a percuotere botti, tini e falci, usati come strumenti musicali, sotto la direzione del capo-battuglia nella veste di maestro d’orchestra. Il risultato ottenuto è straordinario e dà vita a delle sonorità (la tipica “musica di Sant’Antuono”) che entrano immediatamente nel cuore e nella mente di chi le ascolta: una musica primigenia che travolge suonatori stessi in primis e il pubblico, ovviamente, e che per i maceratesi assume uno spiccato valore devozionale, al pari della processione dedicata a Sant’Antonio Abate e come la benedizione degli animali e del fuoco, con l’accensione del falò nella notte tra il 16 e il 17 gennaio (con il “cippo”) a cui si lega quella svolta nella notte tra il 5 e il 6 dicembre (con la “lummenera”).
Ma oltre all’aspetto devozionale la “musica di Sant’Antuono” eseguita dai bottari ha una origine più antica, la quale va ricercata negli usi e nei costumi della popolazione che ha caratterizzato il territorio di Capua antica, fondata probabilmente intorno all’800 avanti Cristo. Questi riti agresti dell’antichità che servivano a risvegliare la terra per il nuovo raccolto, riti pagani che con il tempo sono confluiti nella festa antoniana, pur mantenendo la loro funzione primaria di esorcizzare il male e di protezione contro le avversità della natura. Il percuotere botti, tini e falci assumeva, quindi, una funzione lustrale e fecondante, che potrebbe derivare da un culto preesistente, come quello riconducibile all’Aedes Alba, il tempio di Capua antica dedicato alla “Matuta, luce del mattino”, di cui fa cenno Tito Livio, presente a Macerata Campania in epoca precristiana presso la località Casalba.
Fra gli elementi decorativi dei “Carri di Sant’Antuono” (sui quali, oltre alla musica dei bottari, trova alloggio la “riffa”, una lotteria con sorteggio di premi), ritroviamo le foglie di palma, le quali simboleggiano le origini egiziane del Santo. È facile ritrovare, poi, forme o moderne maschere legate all’iconografia di Sant’Antonio Abate, oppure volti demoniaci che nell’immaginario collettivo rappresentano il male da allontanare mediante la percussione di botti, tini e falci.
Camminare accanto ai carri mentre sfilano o fermarsi accanto ad uno di loro, mentre gli oltre 50 bottari presenti percuotono i loro strumenti, è un’esperienza che difficilmente si dimentica. La massa sonora che si muove dal carro investe gli spettatori con ondate di vibrazioni che scuotono tutto il corpo, in modo continuo e ossessivo, fino a suscitare emozioni viscerali e primordiali.
Molto suggestiva, a tale riguardo, la possibilità offerta di poter visitare sia i cantieri di costruzione dei “Carri di Sant’Antuono”, in modo da scoprirne le tecniche di costruzione, che i carri stessi, quando sono in sosta prima e dopo le sfilate previste nel corso della festa.
Le peculiarità che contraddistinguono la festività di Sant’Antonio Abate sono legate indissolubilmente al culto solare: infatti “i giorni che intercorrono fra il Natale e l’Epifania sono dodici, e dodici sono anche i giorni fra l’Epifania e Sant’Antonio, il 17 gennaio” (Cfr. Roberto De Simone). I cosiddetti “Dodici Giorni di Natale” costituiscono, appunto, come stabilito nel 567 dal Concilio di Tours, il periodo religioso e festivo che intercorre tra il Natale (25 dicembre) e l’Epifania (6 gennaio), solitamente considerata il tredicesimo giorno (Cfr. Wikipedia).
Ad aprire il periodo di festeggiamento sono i primi falò – la “lummenera” – che già nella notte dedicata a San Nicola di Bari, tra il 5 e il 6 dicembre, animano il periodo più freddo dell’anno, che si conclude nella notte dedicata a Sant’Antonio Abate, tra il 16 e il 17 gennaio, con l’accensione del “cippo” che viene effettuato bruciando gli alberi del Natale appena passato e la benedizione del fuoco: nella tradizione popolare l’appuntamento con i falò rappresenta il momento in cui il mondo agricolo attende il risveglio della natura, accesi per salutare l’anno vecchio e dare il benvenuto all’anno nuovo. In particolare, le maggiori attrazioni per i turisti, che il progetto tende, quindi, a valorizzare, sono le tecniche e i processi di produzione dei “Carri di Sant’Antuono”, realizzati dagli artigiani locali.
E poi la cultura popolare delle “Battuglie di Pastellessa”, ovvero dei “Bottari di Macerata Campania”, espressione viva della tradizione orale, nucleo centrale di identità e coesione popolare della comunità, tramandata e insegnata ai bambini di padre in figlio, senza soluzione di continuità. Essa comporta l’insegnamento e l’esecuzione (performance artistica) della tradizionale “musica di Sant’Antuono”, eseguita dai bottari percuotendo botti, tini e falci.
E poi ancora la cultura agro-alimentare della comunità, che si concretizza con il piatto tipico della festa maceratese denominato “past'e'llessa” (pasta con le castagne lesse), selezionato da operatori istituzionale come uno dei 150 piatti tradizionali che più rappresentano le caratteristiche culturali e storiche dell’Italia.
Altri aspetti simbolici associati alla festa sono
lo scoppio dei tipici “fuochi pirotecnici figurati”, le cui sagome raffigurano un maiale, una donna, un ciuccio e una scala, ovvero simboli legati alla vita di Sant’Antonio Abate; le luminarie che ricollegano la festa antoniana alle ritualità dei “Dodici Giorni di Natale”; i giochi tradizionali fra cui il “Palo di sapone” inserito dall'Associazione Giochi Antichi di Verona fra i giochi più rappresentativi d’Italia.
Senza dimenticare lo scopo di valorizzare i luoghi della cultura tradizionale dove sono costantemente ricreati, interpretati e vissuti gli elementi propri del patrimonio culturale immateriale, come gli antichi e ampi cortili delle famiglie locali dove un tempo e ancora oggi si svolgono gran parte dei lavori dei campi (come l’antica lavorazione della canapa e seguire negli ultimi 40 anni del tabacco) e che vengono utilizzati dalle “Battuglie di Pastellessa” per l’esecuzione delle prove musicali in preparazione alla Festa. Sempre per quanto riguarda Macerata Campania, che rappresenta il “clou”, il luogo centrale dell’iniziativa, la “Festa di Sant’Antuono” (patrocinata dalla Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, dalla Regione Campania, dal Consiglio Regionale della Campania, dalla Provincia di Caserta, dall’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, dal Comitato per la promozione del patrimonio immateriale-ICHNet) è l’occasione anche per riscoprire i luoghi di maggiore interesse a carattere storico, religioso e archeologico, quali la casa natia di Santo Stefano Minicillo, Vescovo e Patrono di Caiazzo, nato a Macerata Campania nell’anno 935; la Chiesa di Santa Maria delle Grazie nella località Casalba; la Chiesa di San Marcello Martire nella località Caturano; la Chiesa Abbaziale di San Martino Vescovo al centro del paese.

Ma, come si è detto, oltre alla Festa di Sant'Antuono il progetto mira a far conoscere ai partecipanti, ai turisti e ai visitatori anche le risorse ambientali, storiche, artistiche e culturali di tutto il territorio interessato.
Ed ecco, così, quali fondamentali motivi ispiratori dell’iniziativa, anche la possibilità di far conoscere le città di San Nicola la Strada (con “La Rotonda”, la Villetta di Santa Maria delle Grazie, il Real Convitto Borbonico, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e la Chiesa di Santa Maria della Pietà) e di Recale (con il Castello dei Duchi Caramanico-Bovino caratterizzato dall’antica Torre, l’antica Confraternita, la Cittadella, il Palazzo Cammarone che ha il pregio di avere avuto come ospite Galileo Galilei, il Palazzo dei Vestini Campagnano caratterizzato dalla griffe vanvitelliana nel conio della sua struttura e nella fastosità delle sue sale).
Importantissima, assolutamente da tenere in primo piano, inoltre, la cooperazione che si vuole attivare sia con tutte le Parrocchie presenti sul territorio che con le diverse Associazioni, sia su base tematica che territoriale, in modo da migliorare la qualità, la visibilità e la fruibilità dell'offerta turistica. 

E veniamo al PROGRAMMA allegato al progetto (che, naturalmente, potrà subire qualche variazione, comunque non sostanziale, nel corso del tempo che ancora esiste prima dell'inizio della manifestazione).
Ricca è la sua articolazione e perfettamente assortita in tutte le sue fasi di svolgimento, grazie alla enorme esperienza maturata dagli organizzatori. 

L’edizione 2020 della “Festa di Sant’Antuono”, la più grande manifestazione popolare di Macerata Campania, inizierà a San Nicola la Strada e precisamente il 5 dicembre con la “Lummenera di San Nicola”, la più antica delle tradizioni sannicolesi, che rimane viva grazie all'impegno della Pro Loco. 

’A lummenera ‘e Santu Nicola secondo la tradizione -come ogni anno ricorda il Corriere di San Nicola- era un antico rito propiziatorio messo in atto nella serata precedente alla ricorrenza del Santo Patrono della città di San Nicola la Strada, per far sì che il veneratissimo San Nicola portasse con se prosperità e benessere.
Essa veniva accesa in piazze, strade, vicoli e in vari luoghi del territorio comunale, raccogliendo il materiale da bruciare (fascine, paglia, legna) e accatastandolo, per tutto il pomeriggio, nel punto ove la sera si accendeva il falò. Le strade e le piazze venivano illuminate dai fuochi accesi e si faceva a gara per la “lummenera" più alta. Il fuoco riscaldava i partecipanti nella fredda serata invernale e dava allegria ai presenti, che intorno alla “lummenera” facevano chiacchiere, scherzi, corse. Da ricordare l'abilità dei giovani quando saltavano nelle fiamme per raggiungere il lato opposto del falò. Era un gioco divertente, ma anche pericoloso, che suscitava meraviglia e ammirazione negli spettatori, accorsi numerosi al rito annuale del popolo. Il giovane che attraversava il fuoco con un lungo salto sembrava un angelo che volava indenne, senza essere bruciato dalle alte fiamme. I fuochi legati alla festività di San Nicola rappresentano, quindi, un appuntamento tradizionale. Nella cornice storico-religiosa che ricorda la figura di San Nicola si inseriscono celebrazioni laiche. Lo spirito magico-religioso della tradizione popolare fa parte del patrimonio culturale, affidato alla trasmissione orale, di una civiltà sempre più dimenticata e quasi sconosciuta alle giovani generazioni. 
San Nicola la Strada sarà teatro anche del programma previsto per il 6 dicembre, che, ma questa è solo una coincidenza, è il giorno del suo Santo Patrono.

Dall’8 dicembre al 6 gennaio, mentre Macerata Campania prepara i suoi carri (i cui cantieri tutti potranno visitare), e i bottari eseguono le prove delle loro musiche (a cui tutti potranno assistere), il testimone lo assume Recale con spettacoli musicali e di cabaret.

Dal 10 al 19 gennaio la scena è tutta di Macerata Campania con i vari eventi facenti parte della “Festa di Sant’Antuono” (Notte dei Carri, Sfilata di apertura, Triduo di S.Antonio, benedizione degli animali e del fuoco, accensione del “cippo”, Palo di sapone, Processione con il Simulacro, Sfilata dei Carri, Riffa e Fuochi pirotecnici figurati).

Questi gli appuntamenti dell’intero ciclo di manifestazioni:

5 dicembre 2019:
alle ore 15 e alle ore 17, presso il Salone Borbonico in Piazza Municipio a San Nicola la Strada, laboratori gratuiti di danze tradizionali del vesuviano e del basso casertano, laboratori di tecnica del tamburo italiano.

5 dicembre 2019:
alle ore 18:30, nella Villetta comunale Santa Maria delle Grazie a San Nicola la Strada, benedizione del fuoco e accensione della “Lummenera di San Nicola” (’A lummenera ‘e Santu Nicola). A seguire, degustazione gratuita del piatto tipico, con la presenza di figuranti.

5 dicembre 2019:
alle ore 21, nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli a San Nicola la Strada, concerto del gruppo musicale Nuova Compagnia di Canto Popolare.

6 dicembre 2019:
alle ore 15 e alle ore 17, presso il Saone Borbonico in Piazza Municipio a San Nicola la Strada, laboratori gratuiti di danze tradizionali del vesuviano e del basso casertano, laboratori di tecnica del tamburo italiano.

6 dicembre 2019:
alle ore 21, nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli a San Nicola la Strada, concerto del cantautore Andrea Sannino. 
 

Dal 8 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020:
-Allestimento dei “Carri di Sant’Antuono” a cura degli artigiani locali, nei vari rioni del Comune di Macerata Campania (si prevedono dai 15 ai 20 carri), con la possibilità da parte dei turisti e dei visitatori di accedere ai cantieri di costruzione.
-Prove musicali delle “Battuglie di Pastellessa” (gruppi di bottari partecipanti alla festa), che si svolgeranno tutte le domenica dalle ore 16 alle ore 19 nei vari rioni del Comune di Macerata Campania (si prevedono dai 15 ai 20 gruppi per un totale di circa 1200 bottari) e che saranno accessibili ai turisti e ai visitatori (l’inizio o il termine delle prove musicali potrebbero subire delle variazioni dovute a questioni meteorologiche).

8 dicembre 2019:
alle ore 18, in Piazza Matteotti a Recale, accensione delle luminarie con esibizione del coro gospel.

4 gennaio 2020:
alle ore 20, nel Teatro Comunale di Recale, sito in località Camposciello, “Spettacolo di Benvenuto al Nuovo Anno” con il noto attore e cabarettista Paolo Caiazzo e accompagnamento musicale a tema.

Dal 10 al 19 gennaio 2020 ‘A festa ‘e Sant’Antuono (l’inizio o il termine potrebbero subire delle variazioni dovute alla preparazione dei “Carri di Sant’Antuono” o per questioni meteorologiche) così articolata:

-10 gennaio 2020 “Notte dei Carri” dalle ore 18 alle ore 23 nei vari rioni di Macerata Campania.

-11 gennaio 2020 “Sfilata di Apertura dei Carri di Sant’Antuono” a partire dalle ore 14 fino alle ore 24 per le strade di Macerata Campania.

-12 gennaio 2020 “Sfilata dei Carri di Sant’Antuono” dalle ore 9 alle 14 e dalle ore 18 alle ore 24, con esibizione finale sul sagrato della Chiesa Abbaziale San Martino Vescovo di Macerata Campania.

-14/15/16 gennaio 2020 “Triduo di Sant’Antonio Abate” dalle ore 18 alle ore 19:30 nella Chiesa Abbaziale San Martino Vescovo di Macerata Campania.

-16 gennaio 2020 alle ore 19:30 sul sagrato della Chiesa Abbaziale San Martino Vescovo di Macerata Campania benedizione degli animali e del fuoco, con l’accensione del “cippo”.

-16 gennaio 2020 alle ore 20 in Corso Umberto I a Macerata Campania svolgimento dei “Giochi Tradizionali” con il “Palo di Sapone” e tanti altri giochi di un tempo.

-17 gennaio 2020 alle ore 9 “Processione con il Simulacro di Sant’Antonio Abate” per le strade di Macerata Campania e a seguire la Santa Messa nella Chiesa Abbaziale San Martino Vescovo.

-17 gennaio 2020 “Sfilata dei Carri di Sant’Antuono” dalle ore 9 alle 14 e dalle ore 18 alle ore 24, con esibizione finale in Piazza De Gasperi a Macerata Campania.

-17 gennaio 2020 alle ore 12 in Piazza De Gasperi a Macerata Campania “Fuochi pirotecnici figurati”.

-17 gennaio 2020 alle ore 15 in Largo Croce a Macerata Campania tradizionale “Riffa”.

-19 gennaio 2020 alle ore 9 “Processione con il Simulacro di Sant’Antonio Abate” per le strade di Macerata Campania e a seguire la Santa Messa nella Chiesa San Marcello Martire (località Caturano a Macerata Campania).

-19 gennaio 2020 alle ore 12 in Piazza della Libertà in località Caturano a Macerata Campania “Fuochi pirotecnici figurati”.

Di grande valenza è, poi, il CAST ARTISTICO della manifestazione. 
Innanzitutto Le Battuglie di Pastellessa (ovvero I Bottari di Macerata Campania).
Sono composte singolarmente da 50 e più bottari, rappresentano un unicum nel panorama etnomusicale, conosciute a livello internazionale. Nel corso degli anni i “Bottari di Macerata Campania” si sono esibiti in diversi contesti e festival in città italiane ed estere, confrontandosi con svariati artisti dal calibro internazionale. Nel corso della Festa di Sant’Antonio Abate i bottari sfileranno sui tipici “Carri di Sant’Antuono”, coordinati dal capobattuglia (cioè dal maestro di esecuzione), percuotendo in modo armonico botti, tini e falci sui canti tipici di Terra di Lavoro. Il risultato è uno spettacolo musicale unico nel suo genere. Si prevede la partecipazione spontanea dai 15 ai 20 gruppi etnomusicali approssimativamente, per un totale di circa 1200 bottari.

Ci sarà, altresì, La Nuova Compagnia di Canto Popolare (NCCP). Essa fu fondata nel 1966, attraverso studi filologici e ricerche etnomusicologiche, anche con la guida di Roberto De Simone. Il gruppo ripropone la musica popolare campana e di gran parte del Sud nel suo stile originale, arricchendola di esecuzioni e rielaborazioni di grandissima qualità; fin da subito vengono identificati come il fiore all’occhiello del movimento musicale noto come “Neapolitan Power”. Dopo il successo ottenuto al Festival di Spoleto del 1972 e del 1974 il gruppo ottiene anche il suo lancio internazionale. Da allora la NCCP ha ripetutamente partecipato a tutti i più importanti festival e rassegne d’Europa e d’oltreoceano. Con l’album Medina partecipano al Festival di Sanremo, dove vincono il “Premio della Critica” con la canzone “Pe’ dispietto”. Pietre Miliari del folk e della world italiana anche album come Tzigari, Incanto acustico, Pesce d’ò mare con cui partecipano nuovamente al Festival di Sanremo, La Voce del Grano, ed innumerevoli raccolte. L’attività live della NCCP è sempre molto rilevante: va annotata la loro partecipazione alla Kermesse “Pino è”, sulla scorta della loro amicizia e collaborazione musicale con Pino Daniele.

Un altro artista che arricchirà il programma è Andrea Sannino, che cominciò la sua esperienza musicale professionistica nel 2006 duettando con Lucio Dalla in un programma televisivo Rai. Di lì è un susseguirsi di successi, prima in teatro dove è protagonista del musical “Scugnizzi”, poi incidendo i dischi “Senza Accordi” ed “Abbracciame” ed “Andrè” da cui vengono tratte alcune delle principali hit della musica pop italiana di matrice napoletana. Dal 2010 ad oggi è impegnato in innumerevoli concerti e spettacoli teatrali che lo vedono protagonista in Italia ed Europa, con innumerevoli partecipazioni televisive come ospite canoro, tra cui menzioniamo quelle a “Made in Sud” su Rai 2 in cui duetta con Gigi D’Alessio, “Emigratis” su Italia 1 con Pio e Amedeo, programma nel quale la canzone “Abbracciame” è la sigla, “Vieni da Me” con Caterina Balivo su Rai 1, ecc. Va menzionato l’enorme successo di Andrea Sannino all’interno dei new media, ad esempio a pochi mesi dalla sua uscita il tormentone “Abbracciame” ha raggiunto 21 milioni di visualizzazioni su YouTube.

C'è anche Paolo Caiazzo, attore e cabarettista italiano, nato a San Giorgio a Cremano nel 1967, nella stessa cittadina alle porte di Napoli che diede i natali all’attore Massimo Troisi. Muove i suoi primi passi nel mondo del teatro a vent’anni, quando, nel 1987, inizia a frequentare la “Bottega Teatrale del Mezzogiorno” al Teatro Cilea. Qui, sotto la direzione di Antonio Casagrande e Maurizio Casagrande, intraprende la carriera di “attore brillante”. Partecipa a trasmissioni televisive e radiofoniche come “Quelli che il calcio” (2001-02), “Bulldozer”, “Zelig Off” e “Colorado Cafè Live”. Nel 2019 è comico nel programma “Made in Sud” in onda su Rai 2.

Direttore Artistico/Curatore scientifico del ciclo di eventi sarà l’ Ing. Vincenzo Capuano, segretario dell’ “Associazione Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessa” di Macerata Campania (ONG accreditata dall’UNESCO presso il Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale), che dal 2008 si occupa della promozione e valorizzazione della Festa di Sant’Antonio Abate. Dal 2014 egli partecipa, quale rappresentante della Ong, alle Sessioni UNESCO inerenti la Convenzione del 2003 ed è il referente per la Rete italiana delle ONG accreditate UNESCO costituitesi nel 2019.

Nicola Ciaramella
©Corriere di San Nicola
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