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PAOLO CONTE, PILOTA 
(TUTTO sulla carriera del
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L’IRA DI LUCIA




Non si placa il disappunto della Esposito per le “accuse personali” rivoltele dal sindaco attraverso la stampa locale: “Pascariello ringrazi i partiti. Senza il loro apporto, ora farebbe il pensionato”


Lucia Esposito replica senza mezzi termini agli attacchi, definiti “personali”, arrivati dal sindaco attraverso i giornali dopo le note vicende relative all’ultimo consiglio comunale. Ecco la lunga risposta che l’assessore provinciale e leader della Margherita ha fatto giungere alla ns. redazione.
«Nel corso della campagna elettorale Pascariello era apparso spesso mansueto; adesso, passata la paura, è diventato di nuovo baldanzoso. In relazione a quanto accaduto nel corso dell'ultimo consiglio comunale, intendo solo brevemente soffermarmi sui vaneggiamenti di Pascariello, perché, a voler approfondire, non basterebbe un libro e sinceramente non ne varrebbe  nemmeno la pena. Egli ha innanzitutto mortificato ed offeso, come egli stesso ha incredibilmente ammesso, i partiti; e lo ha fatto con una leggerezza che fa davvero rabbrividire. Si tenga ben stretto il suo qualunquismo, ma non pretenda di pontificare sul ruolo dei partiti, perché non ha niente da insegnare a nessuno. Per quel che riguarda le accuse alla Provincia e all'assessore Milani, Pascariello adesso nega sostenendo che io mento sapendo di mentire... E la stessa frase che gli ho rivolto, ed a ragione, nel corso di uno dei due confronti pubblici durante la campagna elettorale. Evidentemente, livoroso com'è, non vedeva l'ora di ributtarla fuori. Dal momento che esiste una registrazione del consiglio comunale, lo invito ad indire una pubblica conferenza stampa, magari in piazza, e farla ascoltare. Così i cittadini sapranno, semmai ce ne fosse ancora bisogno, chi realmente mente sapendo di mentire... Del resto capita a Pascariello di rimangiarsi le cose dette. Basta pensare alla promessa fatta nel corso della campagna elettorale del 2001, quando aveva annunciato che pochi giorni dopo le elezioni avrebbe scelto in quale partito militare. A distanza di cinque anni ce lo ritroviamo a sputare veleno contro i partiti. E basta pensare alla disinvoltura con la quale si erge a difensore del verde pubblico, lui che ha riempito di cemento San Nicola, lui che ha permesso che ben 15500 metri di verde pubblico venissero monetizzati, oltretutto a buon mercato, al fine di trovare spazio per altri palazzi. E sulle offese ai partiti (Pascariello, in consiglio, ha letteralmente affermato: “so di offendervi”...),  sarebbe interessante sapere che cosa ne pensano l'Udeur, Forza Italia, Alleanza Nazionale e L'Italia dei Valori. Per quanto, infine, riguarda la bravura e la competenza degli altri, anziché atteggiarsi a professorino, Pascariello farebbe bene a prestare più attenzione al proprio grado di competenza, che non mi sembra elevatissimo».

«Suppellettili per la succursale del Liceo. A chi competevano? Anche i bambini sanno che l’argomento è di competenza della Provincia, non ci vuole la scienza di Pascariello, che si atteggia a dotto anche rispetto alle ovvietà. Il sindaco si era però assunto l'impegno di provvedere in proprio per i primi due anni. Nonostante questo, grazie all'impegno di Milani, a settembre sono arrivati i banchi. Negli altri istituti mediamente arrivano a dicembre. Ciò nonostante ha avuto il coraggio di parlare di responsabiltà della Provincia perché non erano arrivate le sedie, che nel frattempo aveva, tral'altro, avuto. Oggi corregge il tiro, dice che la responsabilità è del dirigente...Ma tutti sappiamo che i problemi sono ben altri e riguardano la sede, su cui ci sarebbe tanto da parlare...La cosa assurda è che quando ho provato a replicare, in consiglio, alle sue infondate accuse sui partiti e sulle responsabilità della Provincia, molti della maggioranza, non tutti per fortuna, si sono alzati per andarsene. Un bel modo per onorare la politica e il confronto democratico! E la riprova è data dal fatto che ad assistere alle dichiarazioni programmatiche di Pascariello non c'erano che una decina di persone, delle quali alcune del centrosinistra. Un risultato emblematico di come Pascariello abbia ridotto l'interesse per la politica a San Nicola la Strada».

«Pascariello dice che io non ho legittimazione popolare?...Mi meraviglia che lo sostenga uno che ha fatto il sindaco e il presidente della Provincia senza che nessun cittadino lo avesse votato per tali incarichi. Nemmeno lui aveva legittimazione popolare? La legge allora prevedeva che sindaco e presidente fossero eletti dai rispettivi consigli, oggi invece prevede che il candidato a sindaco va a fare il consigliere. E' normale che se un candidato alla carica di sindaco riceve il consenso necessario per andare a fare il consigliere quel consenso rappresenta una legittimazione popolare a tutti gli effetti. Del resto prima di me è toccato a Tiscione, Battaglia, Delli Paoli, Campofreda. A livello provinciale accade con Casentino, senza che nessuno si sia mai lasciato andare a considerazioni di così basso livello politico. Il problema di Pascariello è che non è assolutamente in grado di reggere un confronto, ed alla fine finisce con lo spararle grosse. Forse anche per distogliere l'attenzione. La differenza tra me e Pascariello è che io faccio politica, lui solo il sindaco. Io faccio parte di quella categoria di politici disposti ad impegnarsi per i cittadini. Anche lui, in verità, ma  solo se gli fanno fare il sindaco...Preferibilmente proseguendo lungo rassicuranti discese e possibilmente senza prendere rischi. Pascariello dice che sono sempre stata bocciata? Evidentemente una ripassata degli avvenimenti politici di San Nicola degli ultimi anni non gli farebbe male. Del resto è pur sempre un sindaco. Sono stata per nove anni consigliere comunale, per quattro presidente del consiglio, sempre regolarmente eletta. Quando mi sono candidata a sindaco e a consigliere provinciale ho portato sempre il mio, sostanzioso, apporto personale di voti. Mai una sola volta ne ho fatto una questione di calcolo, mai una strada in discesa. E non mi sembra che il consenso sia mancato. Alle Provinciali oltre 1800 voti, il maggior numero ottenuto da una candidata donna a livello provinciale e poi la carica di assessore; nel 2001 una battaglia di testimonianza, grazie all'apporto di pochi, carissimi amici, e con di fronte ben undici liste schierate. Sono arrivati circa 900 voti. Alle ultime elezioni comunali oltre 5600 voti, con la Margherita che è passata da zero a tre consiglieri ed il centrosinistra a sei. E' inoltre nata la sezione della Margherita, che è in salute e cresce, e quel che più conta è che cresce bene. Altro che bocciatura! Tornando alla mia legittimazione popolare, non vanno poi dimenticati i circa 450 voti in più che ho portato alla coalizione. A differenza di quanto ha fatto Pascariello, che ne ha presi meno. Ed ha avuto disperatamente bisogno dell'apporto di quei partiti che adesso critica, senza i quali starebbe adesso a fare il pensionato della politica. Non se ne dimentichi e li ringrazi, e con loro ringrazi anche i tanti consiglieri che gli hanno portato due e trecento voti, anziché fare sfoggio di tanta arroganza fuori luogo».

«Una vera caduta di stile. Tutti sanno che qualcuno a San Nicola vorrebbe la morte della politica, ma restiamo sbalorditi di fronte ad un primo cittadino che, nell'ultimo consiglio comunale, quello del ventisei settembre, ne avrebbe voluto addirittura celebrare il funerale. Lo abbiamo, a più riprese, sollecitato a chiarire la sua posizione politica, evidentemente colpendo nel segno, dal momento in cui egli ci ha poi "chiarito" che dopo i suoi "gloriosi" anni trascorsi nella D.C. non ha intenzione di vestire alcuna casacca. Fin qui, quasi tutto bene. L'assurdità c'è invece nelle motivazioni da lui addotte per tale scelta. Ha puntato il dito contro tutti coloro che hanno una tessera di partito, spiegandoci, come se noi queste cose non le sapessimo, la caduta degli ideali, il trasformismo di molti, la frammentazione partitica in atto ed ha continuato con quanto di più noioso e scontato possa sentirsi in giro, magari in un bar o nei circoli. Peccato che i cittadini presenti nell'aula erano tre o al massimo quattro.
Sindaco, ciascuno compie le sue scelte, ciascuno ha vissuto le sue esperienze, legga pure le sue dichiarazioni programmatiche, si dichiari pure civico, ma per favore rispetti le tante persone che, sacrificando gran parte delle proprie giornate, decidono di far politica nei partiti, soffrendo e sudando per difendere il sogno di una "città diversa" da quella da lei amministrata. Non ci trova d'accordo nel considerare i partiti come demoni, questa è una tesi già detta da tanti, anche da persone che dai partiti hanno avuto più di quanto hanno dato. Non è il caso di alimentare questa polemica su questo piano. Né si può pensare di difendere i partiti e il loro ruolo invocando gratitudine. Che in politica si sa, non esiste. Lo accettiamo il processo ai partiti, le critiche al sistema, ma noi, a differenza sua, cerchiamo le vie d'uscita, ci interroghiamo su come costruire partiti più aperti, più moderni, più in sintonia con il cambiamento. C'è questa disponibilità a collaborare da parte di chi critica? No! E' chiaro! Si creano liste civiche, ossia il partito di qualcuno o di oligarchie, un club, in pratica la "non politica". Nella storia nazionale del nostro partito abbiamo avuto grandi personaggi, ma il partito non si è mai identificato con loro. Figuriamoci se adesso possiamo identificarci con “capetti” periferici e a volte anche dilettanti. L'identità non è, come lei vuol far credere, una cosa astratta, ma essa si tramuta in programmi, proposte, azioni. Ci riferiamo alla capacità di risolvere i problemi e, rispetto a questo, gli uomini di un partito vero, popolare e democratico non ci arrivano da isolati. Essi hanno la possibilità di arrivarci con la ricchezza, con il vantaggio di chi ha dietro di sé le linee di indirizzo del partito, l'esperienza e le competenze che il partito avrà saputo mettere insieme e che soprattutto mette a disposizione di tutti. Per ultimo, un pensiero lo rivolgiamo a chi tra i banchi della maggioranza, forse perché sordo, pur essendo di FI o AN, UDEUR o IDV, non si è sentito offeso. L'essere rappresentante di un partito impone un grande senso di responsabilità.  Svegliatevi, signori, e non consentite a nessuno di offendervi! Sindaco, non ci aspettavamo anche questa caduta di stile.»

 

 


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