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Il mio grazie agli studenti del Diaz


Mi onora essere citato come “riferimento storico della città e punto di riferimento per l’informazione


Buon 300° Compleanno, Confraternita di San Nicola !

L’Associazione più antica di San Nicola la Strada ha festeggiato una data memorabile della sua storia.
In Santa Maria degli Angeli, nella Cappella Sede e nel Salone Borbonico gli intensi momenti di una giornata particolare.
I toccanti messaggi del priore Pietro Ianniello e del vice priore Antonio Farina. 
Realizzata un’epigrafe su marmo a ricordo dell’evento. 

 

Una festa di compleanno in cui il festeggiato compie 300 anni non è avvenimento di tutti i giorni.
Ed infatti è stata proprio una festa speciale quella che si è svolta nella serata di sabato 8 giugno per celebrare il Tricentenario di fondazione della “Confraternita di San Nicola di Bari”, la più antica associazione di San Nicola la Strada, costituita nel 1719 e confluita nell’anno 2000, con quella del SS. Rosario operante nella parrocchia della Rotonda, nell’attuale “Arciconfraternita di San Nicola di Bari e SS. Rosario”.
Il pubblico numerosissimo di partecipanti ha vissuto tre ore di autentiche emozioni, che si sono snodate attraverso un ricco programma predisposto dall’Arciconfraternita, condotto a compimento in maniera a dir poco eccellente grazie alla insostituibile collaborazione dei Volontari della Protezione Civile.

Tutto è cominciato alle ore 18.30 con la Solenne Messa celebrata in Santa Maria degli Angeli dal Vicario Generale della Diocesi di Caserta, Mons. Giovanni Vella (che ha portato i saluti del Vescovo Mons. Giovanni D’Alise, dispiaciuto per la sua assenza a causa di impegni non rinviabili assunti in precedenza), insieme con il Parroco Don Francesco Catrame e Mons. Antonio Pasquariello, che di S. Maria degli Angeli fu alla guida dal 1971 al 1990.
Con loro i diaconi Don Raffaele Santamaria e Don Michele Tagliafierro e i collaboratori tutti dell’ufficio parrocchiale.
Ha portato i suoi saluti anche il già parroco Don Marco Fois, mentre Don Pasquale Lunato non ha potuto essere presente per cause di forza maggiore.
Ad animare la funzione i canti del Coro Polifonico della parrocchia diretto dalla Maestra Rosaria Natale con Angelica Narducci all’organo.
In testa ai fedeli che hanno preso posto nella "chiesa madre", i Confratelli e le Consorelle dell’Arciconfraternita con il Priore Pietro Ianniello nonché i soci dell’Associazione Accollatori San Nicola con il presidente Giuseppe Costantino. Presenti anche i Cavalieri del Sacro Ordine Imperiale Militare Nemagnico Angelico Costantiniano di San Giorgio e di Santo Stefano, Pierpaolo Narducci e Felice D’Andrea.
Tra le autorità cittadine, il sindaco Vito Marotta, gli assessori Maria Natale e Gaetano Mastroianni (Lucio Bernardo si è aggiunto in seguito), i consiglieri Giovanni Motta, Alessia Tiscione e Antonio Terracciano, oltre alla già senatrice Lucia Esposito.

A fine messa, dopo la Preghiera del Confratello, un momento molto esaltante della cerimonia si è vissuto con l’intervento del Priore Pietro Ianniello, che ha letto un messaggio molto toccante sul significato e sull’importanza della Confraternita, ricordando chi per essa si è impegnato e prodigato negli anni e ringraziando tutti coloro che hanno contribuito a rendere questa festa indimenticabile.

«Carissimi, -ha detto Ianniello con profonda emozione- oggi è un giorno speciale più unico che raro per la nostra comunità; infatti non è semplice trovare le parole giuste per esprimere la mia gioia e gratitudine per la vostra presenza in questa serata magica. Rivolgo un caro ed affettuoso saluto di benvenuto a Mons. Giovanni Vella, che ha presieduto la concelebrazione eucaristica, saluto poi con affetto Mons. Antonio Pasquariello, Don Pasquale Lunato, Don Marco Fois e il nostro carissimo parroco nonchè Assistente Spirituale Don Francesco Catrame, che per noi è come un padre che guida ed educa i propri figli lasciandoli camminare sulla retta via illuminandoci costantemente con le parole del Vangelo. I sacerdoti invitati, oltre a succedersi come parroci di questa parrocchia, sono stati, nel corso degli anni, gli assistenti spirituali della Confraternita di San Nicola di Bari, e quindi persone molto attive sia a preservarne i valori che mantenerla in vita. Saluto i gentili e sempre disponibili diaconi, il caro Sindaco Vito Marotta, l’Amministrazione Comunale, i Carabinieri guidati dal Comandante Rocco Perrone, la Polizia Municipale col Comandante Luigi Salerno Mele, tutte le associazioni parrocchiali, la Pro Loco, la Protezione Civile, i volontari dell’Arma dei Carabinieri, i miei confratelli e consorelle, i Priori, qui presenti, delle altre confraternite della Diocesi di Caserta, i Cavalieri del Sacro Ordine Imperiale Militare Nemagnico Angelico Costantiniano di San Giorgio e di Santo Stefano Dott. Pierpaolo Narducci e Dott. Felice D’Andrea, il Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme Dott. Domenico Sortino, il coro polifonico di Santa Maria degli Angeli diretto dal maestro Rosaria Natale, il nostro amato sacrista Giorgio, i radioascoltatori di Radio Caserta Nuova che grazie al direttore Enzo Di Nuzzo e ai suoi collaboratori stanno trasmettendo questa cerimonia in diretta, all’amico giornalista Nicola Ciaramella per i suoi precisi ed impeccabili articoli su questo evento pubblicati sul Corriere di San Nicola, e voi tutti cari concittadini, che oggi in questo clima di festa e di serenità siete intervenuti per omaggiarci e celebrare con noi il ricordo del 300esimo anno di Fondazione della nostra amata Confraternita di “San Nicola di Bari”. A voi tutti va il mio ed il nostro grazie. Nel ricordo di quel giorno, che non conosciamo ancora con precisione, abbiamo organizzato delle celebrazioni che, a partire da oggi, si concluderanno con il 14° Cammino Diocesano, che avrà luogo il 22 Settembre 2019, dove interverranno tutte le confraternite della diocesi di Caserta, che sfileranno per le strade della nostra città. Ma torniamo per un attimo al ricordo che ci apprestiamo a vivere, un ricordo che è un evento importante nella storia della nostra città e nella storia della nostra associazione, ma che lo vuole essere ancora più nei nostri cuori che da sempre, fin da bambini, abbiamo accompagnato questi paramenti e l’associazione nel suo cammino in mezzo a noi… Al giorno d’oggi non abbiamo ancora avuto la fortuna di conoscere tutta la storia della nostra confraternita, proprio perché gli anni trascorsi sono veramente tanti e il materiale è difficile da reperire. Spero e mi auguro, un giorno, di riuscire ad avere la carta d’identità della nostra confraternita, aprirla e leggerne, tutti insieme, i particolari della sua affascinante storia. Durante i preparativi per questa festa mi sono chiesto, tante volte, come abbia potuto sopravvivere così a lungo un’associazione e a quali peripezie i miei predecessori possano essere stati assoggettati pur di far si che la stessa non andasse mai a finire; e pensare che ai giorni nostri siamo costantemente associati a gruppi di persone molto avanti negli anni il cui compito principale è la gestione di cappelle cimiteriali. Però se davvero fosse stato questo l’intento di una confraternita, in 300 anni di storia si sarebbe sicuramente trovato il modo di far confluire questa attività in altre attività di carattere pubblico-amministrative che sarebbero sicuramente state più adatte a tale cosa. Ora lo possiamo dire: la Mano di Dio c’è e si vede. Certo spesso il disegno divino non è chiaro ma sbiadito ed oscuro e sta proprio a noi essere le giuste matite nelle mani di Dio per disegnarne i contorni e riempirlo di colori. Nel corso di questi anni, da confratello prima e da priore adesso, ho potuto scoprire che nella nostra confraternita c’è un grande patrimonio di fede e di spiritualità; tutto parte dalla capacità di essere comunità, di condividere la preghiera, il culto, le opere, di essere cioè fratelli, e da ciò non può non scaturire la credibilità di ogni singolo sodalizio come il nostro nella Chiesa di oggi.
Per questo oggi bisogna essere fieri ed orgogliosi di avere una così antica associazione nel nostro comune che ha il dovere di svolgere compiti importanti all’interno della Chiesa proprio attraverso le due strade maestre indicate dal Vangelo: la Fede e la Carità. Fede e Carità, due parole estremamente importanti e radicate nel cuore nel nostro patrono San Nicola a cui la confraternita non a caso è dedicata.
Confraternita significa ”sul modello di” e Confraternita di San Nicola allora non può che portarci a vivere la pienezza della vita cristiana sul modello di quel santo che ha fatto della Fede e della Carità i suoi pilastri.
La confraternita non è solo un luogo di confronto e condivisione di valori e fede tra confratelli; non lo è e non può esserlo! Non è un club, non è un circolo per pochi intimi dove potersi scambiare quattro chiacchiere ed essere sempre tutti d’accordo. La Confraternita oggi più che mai deve essere Chiesa viva “in strada”; deve vivere in comunione con la Parrocchia e deve essere al servizio dell’intera comunità cittadina. Essa ha un compito importante, forse possiamo anche definirlo speciale, il compito di formare “ Cristiani Adulti”, consapevoli e responsabili del loro battesimo e della testimonianza da offrire agli altri, sia individualmente sia comunitariamente attraverso le opere di misericordia che siano esse spirituali e anche corporali laddove necessario.
Cerchiamo di ricordare sempre a tutti i nostri associati che la partecipazione alle processioni non ha valore esterno di rappresentanza o di coreografico folclorismo locale, ma è segno di un’appartenenza alla Chiesa di Cristo, di una testimonianza che significa anche coerenza con lo stile di vita che si conduce in ognuno di quegli ambienti in cui si è chiamati a vivere ed operare quotidianamente.
Prima di concludere, un pensiero va anche ai miei predecessori e a tutti i confratelli che non ci sono più e che hanno contribuito a scrivere la storia di questa associazione. Non posso concludere però senza ringraziare colui che è la storia e la memoria vivente della Confraternita, colui che anche se non è più ufficialmente alla nostra guida continua ad essere il nostro punto di riferimento, il nostro pilastro. Per noi adulti è come un papà che guida i propri figli per mano e per i più piccoli il nonno simpatico e speciale, che ci supporta e sopporta. Parlo del Priore emerito Antimo Corbo.
Antimo, grazie di cuore per tutto ciò che fate per noi
».

Un grazie particolare lo ha rivolto al Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Domenico Sortino, per aver donato alla Confraternita, quale “concittadino devoto”, una reliquia “ex ossibus” (dalle ossa) di San Nicola, proveniente dalla sua collezione privata di reperti religiosi.

Altri ringraziamenti il priore ha espresso al sindaco Marotta per “aver messo disposizione il Salone borbonico, per la sua solita collaborazione e solidarietà e soprattutto per la disponibilità amorevole con la quale ogni volta accoglie le nostre richieste”.

Ringrazio infine -
ha concluso Ianniello- tutte quelle persone che pur non facendo parte dell’arciconfraternita, in questi giorni, hanno messo a disposizione il loro tempo libero per darci una grande mano; ringrazio in modo particolare l’amico Giuseppe Costantino per aver resa ancora più splendida e luminosa la nostra cappella. Grazie di nuovo a tutti».

Al termine del suo bellissimo discorso, il Priore, a nome della Confraternita, ha poi omaggiato con una targa ricordo Mons. Vella, Mons. Pasquariello, Don Franco, il sindaco Marotta e, in maniera molto particolare e sentita, il Priore Emerito Antimo Corbo, pilastro della storia prima della Confraternita di San Nicola e poi dell’Arciconfraternita di San Nicola e SS. Rosario.

Non è riuscito a trattenere una fortissima commozione, sfociando quasi in lacrime, il Vice Priore Antonio Farina, legato da devoto affetto al Priore Ianniello, al quale ha dedicato queste stupende parole scritte a mano, di getto spontaneo, pochi minuti prima che cominciasse la cerimonia: «Permettetemi di prendere per un attimo la parola e di interrompere il discorso del priore, ma ho una cosa da voler aggiungere che forse abbiamo dimenticato: uno speciale e doveroso ringraziamento, che , più che un ringraziamento di rito, vuole essere un grazie di cuore a te, caro priore Pietro, che in tutto questo periodo tra mille difficoltà e tanti impedimenti (anche di carattere personale) non ti sei mai perso d’animo. Anzi sei sempre stato pronto e disponibile a dispensare consigli e conforto a tutti noi, che forse non sempre siamo riusciti ad essere confratelli modello, tante volte presi dalla frenesia della nostra vita quotidiana. Grazie per averci dimostrato in questi mesi che l’abbandono pieno nelle mani di Dio non viene dalla volontà dell’intelletto ma è una profonda immersione del cuore nella pienezza della Fede vissuta in Dio. Grazie per mostrarci in tutti i momenti che una vita spesa in Dio e per Dio non è vita sprecata, ma è vita che si fa e che fa luce nei luoghi dove la luce non c’è. Grazie perché in questi mesi nonostante tutto non ti sei risparmiato un attimo ma mi hai continuamente ripetuto “Antò, non lo facciamo per noi, ma per Lui! Non è nostra volontà ma è la sua volontà!” Bene, mio caro Priore, la sua volontà oggi si fa presenza viva e concreta in mezzo a noi e ti concede il privilegio di essere il priore del Tricentenario. Grazie per ciò che sei stato, che sei e che sarai per noi. Ti vogliamo immensamente bene».

A conclusione della parte della celebrazione in Santa Maria degli Angeli, Don Franco Catrame, dopo aver espresso il grazie suo personale e della comunità parrocchiale al cammino spirituale incessantemente svolto dall’Arciconfraternita, ha invitato i fedeli a partecipare alla breve processione verso la Cappella Sede, dove, dopo il taglio del nastro da parte del priore Ianniello, del sindaco e di Mons. Vella, è stata depositata la reliquia donata dal Dr. Sortino e scoperta una epigrafe fortemente voluta dal priore a testimonianza futura della ricorrenza.

1719 – 2019 : “Al di sopra di tutto vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione”.
Le parole di San Paolo nella Lettera ai Colossesi campeggiano in capo alla lastra di marmo, scoperta insieme dal Priore Ianniello e dal suo predecessore Corbo, benedetta dal Vicario Vescovile, con la quale l’Arciconfraternita ha voluto immortalare l’evento.
E poi: «NEL RICORDO DEL TRECENTESIMO ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE DELLA “CONFRATERNITA DI SAN NICOLA DI BARI” IL PRIORE PIETRO IANNIELLO, UNITO AL CONSIGLIO DIRETTIVO, AI CONFRATELLI E ALLE CONSORELLE, MENTRE E’ ASSISTENTE SPIRITUALE DON FRANCESCO CATRAME, CON LA BENEDIZIONE DEL VESCOVO DI CASERTA MONS. GIOVANNI D’ALISE, PONGONO QUESTA EPIGRAFE IN SEGNO DI RICONOSCENZA AL BUON DIO, ALLA VERGINE SS. DEL ROSARIO A AL SANTO PATRONO SAN NICOLA. A.D. MMXIX».


Ci sembrava giusto -
ha detto il Priore Ianniello prima di leggere il testo dell’epigrafe benedetta- lasciare qualcosa a ricordo di questo evento. Qualcosa che è certamente di materiale, ma dietro al quale c’è il nostro essere confratelli, per dire a tutti che ciò che facciamo lo facciamo con il cuore”.

Poi, in corteo allietato dalle musiche della banda musicale, tutti al Salone Borbonico, allestito alla perfezione dai volontari della protezione civile guidati da Ciro De Maio, per un sobrio buffet, il taglio della torta ed il brindisi augurale alla fine di un giorno certamente tra i più belli della storia della Confraternita.

Qui, a ricevere e scambiarsi abbracci, vestiti con gli storici paramenti, i confratelli e le consorelle che hanno presenziato la cerimonia.
Vogliamo ricordarli tutti: Pietro Ianniello, Antonio Farina, Giovanna Alfieri, Nicola Feola, Nicola Tagliafierro , Antonio Pascariello, Antimo Corbo, Mattia Gionti, Nicola Sacco, Kennedy Bernardo, Giuseppe Pascarella, Giusy Tagliafierro, Antonella Corbo, Giovanna Fusco, Antonella Ciaramella, Alessio Esposito, Saverio Serino, Angela Landolfi , Anna Elce, Domenico Marseglia, Faustina Cecere, Pietro Vagliviello, Stanislao Vagliviello, Michele Pesce, Nicola Sperduto, Francesco Pio Tagliafierro, Antimo Feola, Christian Feola, Gabriele Farina, Giulia Pascarella, Amelia Pascarella, Agostino Filippini, Michela Sperduto, Pietro Cecere, Giusy Cecere, Mario Vivenzio e Arcangelo De Lucia.

Trecento anni sono tanti, ma ancora pochi -ha detto il sindaco nell’accogliere l’invito del priore a prendere la parola- perché la storia della Confraternita deve assolutamente continuare per gli alti valori che essa si propone e che persegue con ininterrotta dedizione”.

300 anni di vita. La Confraternita di San Nicola di Bari (che oggi continua la sua esistenza nell’Arciconfraternita di San Nicola di Bari e SS. Rosario) è l’associazione più vecchia che esiste a San Nicola la Strada. Un’associazione di fedeli che si prefigge, in nome e per mandato della Chiesa, di perseguire, a favore di chiunque e non solo dei suoi associati, gli scopi di culto, penitenza, catechesi ed evangelizzazione.
La carità e la solidarietà sono i princìpi che ne informano la lunga storia. Principi che mai potranno invecchiare e che la faranno sempre giovane. Perché non si può mai essere vecchi se si sceglie di vivere la fede in questo modo così stupendo.
Buon 300.mo Compleanno, Confraternita di San Nicola !

Nicola Ciaramella
©Corriere di San Nicola
RIPRODUZIONE RISERVATA








 


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