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Numero Storico 27 - Aprile 2004 - Home 15 aprile 2021 02:12:03




Per ricordare Mimmo...Lunedi 28 giugno, alle ore 19, presso il Duomo di Caserta, Mons. Antonio Pasquariello officerà una cerimonia religiosa in suffragio di DOMENICO SPARANO, amatissimo cognato-“fratello” del ns. direttore, prematuramente scomparso il ventotto maggio.



Questa sera Gabriella D'Ambrosio su Prima Rete
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Nuovo Mercato e Piscina comunale: una “sfida” a suon di grandi progetti!



Europee: la soddisfazione di AN "sannicolese"
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Giano Vetusto: tempo di “Biennale”



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IN QUESTO NUMERO


POLITICA

Ma dov'è questa Città?
"Perchè votare un documento fantasma"?
La "Città" non è un punto di arrivo
No, Pasquale, non farlo!
Sannicolesi tartassati
Primarete si dissocia


VARIE




ARTE


SPETTACOLI


SPORT

E chi lo ferma più?
"Maratonina", atto secondo
"RINASCITA" di nome e di fatto!
Le nozze d'Oro della "Maddalena"
Si conclude il Primo "Memorial Santucci"
Scuola "Mazzini", basket vincente!


LAVORO




AUGURI


Gazzillo-Ciaramella, sinonimo di "libertà"!

Due “prime donne” storiche dell’informazione locale, due innamorati delle proprie città, due -contrastantissime- opinioni a confronto…:tutto solo per passione, per spirito di sacrificio, perché ci credono veramente in quello che fanno.
Ma la vera ricchezza è nella loro convinta collaborazione.

PrimaRete si dissocia!
Caro Nicola,

ho letto il fondo a tua firma uscito sul sito del tuo giornale di quest'oggi.

Ciò che dici della tua Città ritengo che in parte possa corrispondere anche al vero,
ma, pur tuttavia, molte cose in questi ultimi anni ritengo siano state fatte e molte
ancora sono in cantiere per essere realizzate. Non condivido pertanto lo spirito
profondamente denigratorio che tu hai voluto usare nel tuo fondo. Stile che per
altro dipinge la tua Città in maniera poco edificante proprio in un momento in cui
tutti i cittadini dovrebbero concorrere per esaltarne le bellezze e le virtù visto
che l'Amministrazione sta inoltrando una domanda al Presidente della Repubblica che
tutti i cittadini sannicolesi e non (vedi Radio Prima Rete) si auspicano venga
accolta favorevolmente.

La Stampa spesso proprio in queste occasioni gioca un ruolo fondamentale.
Pertanto, pur rispettando le opinioni di ognuno, consentimi,con la stessa ottica, di
dissociarmi in toto, come giornalista e come responsabile di Radio Prima Rete
Stereo, su tutto ciò che oggi tu scrivi sul tuo giornale.

Ti prego anzi, visto che l'emittente radiofonica Radio Prima Rete Stereo è citata
spesso sul tuo giornale, di voler pubblicare questa mia, al fine di far ben capire
che le opinioni e i punti di vista possono essere ben diversi anche se c'è un
rapporto di collaborazione e stima reciproco.

Con affetto

Antonio Gazzillo

(Amministratore Unico di Prima Rete Master Group S.r.l.)

Carissimo Antonio, non esito a pubblicare le tue considerazioni.
Ti ringrazio di aver precisato, più di una volta, che si tratta della “mia” città.
Sì, della “mia” città!
Quella “mia” città per la cui affermazione civile, morale e culturale mi batto da venti anni, carissimo Antonio, tu questo forse non lo sai, attraverso mille e mille pagine scritte, dirette e diffuse, gratuitamente, sciorinando sacrifici immani che solo uno sviscerato innamorato della sua terra potrebbe consumare, togliendo tempo al suo tempo, alla sua famiglia e ai suoi altri affetti, non sposando alcun nome ed alcuna bandiera, ma al solo scopo di offrire un piccolo, piccolissimo, quasi insignificante contributo per assicurare un futuro migliore a chi abiterà questi lidi dal profumo di gerani.
Il mio unico obiettivo è stato sempre la “presenza”, perché solo se si è presenti ci si può porre agli altri con le proprie idee, i propri intendimenti, le proprie ansie. E le mie -credimi, Antonio- sono le ansie di un cittadino che vuole, fortissimamente vuole, trovare la propria dimensione in una città che abbia soprattutto un’anima.
Certo, questo lo vogliono tutti, ognuno con i propri sacrifici, ciascuno con il coraggio della propria volontà, tutti insieme in un grandioso progetto a salvaguardia della comunità civile e delle singole autonomie di pensiero.
Io, come giornalista, altra pretesa non posso arrogarmi se non quella di sforzarmi con tutte le mie possibilità nel combattere il disinteresse e il silenzio, quegli oscuri e quasi intangibili fantasmi che si annidano tra i delusi, i derelitti, i demotivati. Per far sì che dall’inerzia dei comandanti non si giunga alla più completa abulìa.
Tutto questo, Antonio mio carissimo, o solo questo, se preferisci, senza nome e senza bandiera, come ti dicevo prima, ma solo con l’intento di lanciare delle voci con la speranza che non ritornino soltanto con i loro echi.
San Nicola la Strada, la “mia” città, è e sarà sempre il mio unico cruccio. Una città cresciuta troppo in fretta e senza ostacoli e che ha smarrito per strada la propria identità tra immensi ghetti di cemento armato senza calore e senza sentimento.
Il “progetto San Nicola” -tu vivi a Caserta e forse non lo sai- iniziato trenta anni fa per incauta mano di presunti taumaturgi, si era arenato, fino a poco tempo fa, in un grande fallimento. Mezze calzette poco oculate hanno prodotto, con la loro sventatezza, una enorme e quasi incolmabile dismisura tra l’ambiente e le sue reali potenzialità ed esigenze, consegnandoci, all’inizio del terzo millennio, una città dai lineamenti sconcertanti, dove ad imperare non è più il cittadino, ma tutti i suoi tormenti.
Dalla inadeguatezza delle strutture per la socializzazione all’imperversante avanzare della droga e della delinquenza, dalla carenza delle infrastrutture essenziali alla riduzione degli spazi vitali non cementificati, dall’inquinamento alla viabilità, dalla latitanza degli armamenti sanitari alla beatificazione dei dormitori della periferia, dal Bronx della Rotonda alle belle arti del Trivice (Antonio mio carissimo, ma tu queste cose non le puoi sapere…) , è stato per anni uno squallido spettacolo di mutismo politico -al quale solo da poco tempo si sta disperatamente cercando di rimediare- in cui il cittadino appare sempre più lontano dalla sua città, segregato a vittima di un orrendo massacro.
Parlare dei problemi che lo affliggono è stato e sarà sempre il mio unico scopo. Con ironia, senza drammatizzazioni, monitorando il silenzio e la negligenza, spronando i politici e le istituzioni a fare molto di più di quanto “normalmente” gli è richiesto, spinto dal desiderio di inoltrarmi, a marce forzate, verso la mèta più ambita da tutti i cittadini sannicolesi: costruire, tutti “insieme” e ciascuno con il proprio contributo (molto limitato da parte mia, ma non per questo forse inutile), la “nostra”, la “mia” città, prima che ci sfugga completamente dalle mani.
E ti ringrazio anche, carissimo e fraterno Direttore di Radio Prima Rete Stereo, di aver evidenziato il ruolo fondamentale della stampa, convinto che tu voglia alludere, naturalmente, a quella “libera”.
Sì, proprio a quella che, sovente, viene messa da parte.

Con profondo affetto

Nicola Ciaramella
(Direttore Responsabile del “Corriere di San Nicola”)

Foto aerea di San Nicola la Strada


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