Cerca nei Numeri Cartacei del Corriere di San Nicola
numeri precedenti -
Numero Storico 32 - Dicembre 2005 - Home 27 gennaio 2022 07:13:12

"Umilta' e unita' per scalzare il reuccio!"
Udc: importante incarico a Carlo D’Andrea
D’Andrea contro i soliti noti...
"L’Amministrazione... dei gabbiani"
La nuova mappa del potere










Cemenlandia show
“Michitto”, “ex167”, “Fermi”…ricorsi, dibattiti e conferenze: la giungla d’asfalto sempre in primo piano. L’Amministrazione fa chiarezza: “Nessuno si rende conto degli enormi vantaggi di cui beneficeranno i cittadini sannicolesi”…
Lottizzazione continua…



Il dibattito sulle lottizzazioni a San Nicola la Strada si è arricchito, negli ultimi mesi, di nuovi e sempre più incalzanti contributi.
Ancora una volta è stato il presidente dell’associazione culturale “Pier Paolo Pasolini”, il latirifondista Pasquale Fronzino, ad attirare l’attenzione del presidente della Provincia di Caserta sulla famosa “questione Michitto”. L’associazione, che, come noto, fa capo al partito di RC, ha inviato ad Alessandro De Franciscis una nota dai toni durissimi, stigmatizzando la mancata presa di posizione dell’amministrazione provinciale in merito alle accertate illegalità riscontrate nella cosiddetta “madre di tutte le lottizzazioni”.
Nella lettera, che è stata poi oggetto di una affollata conferenza stampa tenutasi il 15 ottobre e alla quale hanno partecipato tutte le forze politiche del centrosinistra, si condanna il silenzio che continua a caratterizzare l’attività della Provincia in merito al ricorso (presentato da un ampio schieramento di forze politiche, associazioni culturali e pseudotali, autorità religiose e da oltre 700 firme degli abitanti della zona) per l’annullamento della delibera adottata dal consiglio comunale di San Nicola la Strada nell’aprile di due anni fa, con la quale si ufficializzava, appunto, la cementificazione della vasta area che si sviluppa intorno a Via Milano e che si estende per poco meno di duecentomila metri quadrati. Ben quindici lottizzazioni residenziali per 2000 appartamenti, 7000 vani ed una volumetria pari a oltre seicentomila metri cubi. Una incredibile colata di calcestruzzo, in aggiunta a quello di Via Grotta, 167 e Appia Nord. Ma, soprattutto, uno squilibrio territoriale senza precedenti e lo stravolgimento di tutti gli standard urbanistici della zona. Un generoso regalo del sindaco a tutti i costruttori (compresi quelli di Forza Italia, che votò a favore, pur sedendo all’opposizione), come disse Battaglia all’indomani della decisione, che porterà al collasso definitivo una città già completamente invivibile.
“Il Suo silenzio esprime una semplicità disarmante” -scrive Fronzino, rivolgendosi a De Franciscis- “Eppure è la stessa Provincia a rilevare, nell'istruttoria espletata, che la lottizzazione in questione violava e viola il P.R.G. e il P.T.P. Infatti il suo ente ha accertato la violazione dell'articolo 12.6 delle N.d.A. sul limite massimo di superficie residenziale assentita nella zona e la violazione delle norme del P.T.P. relative all'indice volumetrico.
Il limite massimo di superficie residenziale risulta stravolto nella misura di ben 5 moggia di terreno e in zona P.T.P. è acclarato un eccesso di volumetria pari a 10.000 mc. Tanto ha accertato, come detto, la stessa Provincia ma, ciò nonostante, la precedente Giunta Ventre approvava la lottizzazione ricorrendo alla prescrizione di tagli e spostamenti della volumetria ed addirittura raccomandando di modificare il PRG. Un obbrobrio! Ci saremmo aspettati sul punto, da parte Sua, la nomina di un luminare, o almeno un esperto che avesse cognizione quantomeno della gerarchia delle fonti del diritto e della subordinazione di una lottizzazione al P.R.G. e al PTP. Aspettativa mortificata.
Non vorremmo dipingere il diavolo più brutto di quello che è, ma il Suo comportamento distribuisce disarmo e sfiducia”.

Dopo i partiti, le associazioni culturali e la Chiesa, è stata poi la volta anche dei cittadini a scendere in campo.
La notizia, ufficializzata proprio nel corso dell’incontro, riguarda il ricorso al Tar della Campania da parte di quattro cittadini, tutti proprietari di immobili ricadenti nell’area sita in località denominata “Fondo Giardino”, interessata, appunto, dalla lottizzazione Michitto.
Molto dettagliati i punti su cui verte il ricorso al tribunale amministrativo: in sintesi, si configura l’eccesso di potere per la violazione e falsa applicazione sia della legge regionale in materia che del PRG vigente nel comune di San Nicola.

Il 3 novembre si è poi avuto, su iniziativa del verde Antonio Roano, un incontro tra il presidente De Franciscis, gli esponenti dei partiti della coalizione di centro-sinistra di San Nicola la Strada ed i loro rappresentanti provinciali.
All’ordine del giorno, ovviamente, sempre la protesta per la delibera assunta dall’amministrazione Ventre tre giorni prima dello svolgimento delle ultime amministrative di aprile con l’intento di permettere ai richiedenti la lottizzazione della zona Michitto senza osservare quanto previsto dal Piano Regolatore Generale.
“Queste difformità rilevate dai tecnici provinciali -ha detto il portavoce dei Verdi Antonio Roano in un comunicato stampa- di norma non avrebbero dovuto consentire il rilascio del parere positivo da parte dell’Ente. L’amministrazione di centro-destra, invece, pur di ingraziarsi i poteri economici locali, fece di tutto per dare il suo placet; si rivolse infatti ad un legale di fiducia il quale, concludendo il suo lavoro con un insieme di parole incomprensibili, produsse un parere adeguatamente remunerato sulla cui base alla fine la giunta concesse la conformità.
I Verdi di San Nicola la Strada, unitamente ai livelli provinciali del partito e all’assessore provinciale all’urbanistica del partito stesso, chiedono al presidente della provincia, ai partiti politici della coalizione, ai consiglieri ed agli assessori di esperire tutti i tentativi che, pur nel rispetto delle leggi, consentano di rivedere la precedente iniqua delibera.
Essa, infatti, sottrae al territorio migliaia di metri quadrati di verde a favore di tonnellate di cemento, i cui proventi andranno a rinpinguare portafogli già gonfi. Comprendiamo la cautela del presidente nell’affrontare l’argomento, data la sua delicatezza giuridica, ma rammentiamo anche che la situazione urbanistica locale è esplosiva e già oggi al nostro territorio spetta la palma della più alta densità abitativa di tutta la provincia.
In pochi anni, sotto l’amministrazione Pascariello, il numero degli abitanti è salito enormemente, mettendo in serio rischio la fornitura di acqua, energia elettrica e di tutti gli altri servizi essenziali che non sono stati adeguati di pari passo. Ad oggi su un’area di 4,7 Km quadrati convivono molto più di ventimila persone. I Verdi credono che sia venuto il momento di fare adottare un piano di sviluppo armonico e sostenibile, prima che molti cittadini siano costretti ad emigrare a causa della situazione non più sopportabile, cosa che è già avvenuta in alcuni comuni vesuviani divenuti vere e proprie giungle d’asfalto.
L’atto di riesame sarebbe un segnale netto di inversione di tendenza rispetto al recente passato, nel segno di una amministrazione che vuole essere sempre più dalla parte dei cittadini e sempre meno da quella dei vari potentati economici locali.”

Infine, l’11 novembre, la conferenza stampa indetta dall’amministrazione.
Il presidente del consiglio comunale, l’ing. Luigi Landolfi, è stato pronto a spiegare e ribadire le linee di condotta dell’Amministrazione in merito alla faccenda delle lottizzazioni.
Tecnico espertissimo e rinomato conoscitore delle tematiche urbanistiche di San Nicola la Strada, Landolfi sull’argomento è stato molto esplicito: “Tutte queste polemiche sono mera e semplice propaganda politica. La verità è che la pianificazione di questi importantissimi poli urbanistici del territorio sannicolese arrecheranno enormi vantaggi all’intera popolazione, salvaguardando nello stesso tempo i legittimi interessi dei privati”.
La conferenza stampa, pur convocata in questa canonica forma, tale non si è rivelata nel senso stretto della sua finalità, in quanto è stata volutamente allargata (ma questa non è una colpa, bensì un merito che va ascritto agli organizzatori) al pubblico dei cittadini e ai rappresentanti dei partiti di opposizione. Hanno potuto, così, essere presenti, in uno dei momenti di confronto più significativi dell’attuale fase amministrativa -oltre ai conferenzieri Landolfi, Vagliviello, Russo, Esposito, Delli Paoli e Basile- anche alcuni esponenti delle forze politiche cittadine di minoranza, quali Vigliotti dei DS, Motta dei CI, Roano dei Verdi e Di Spazio dell’Udc.
Nel corso della dettagliatissima relazione di Landolfi si sono avuti, però, attimi di forte tensione per un episodio (gesto…roteante delle dita di una mano…) che ha fatto andare su tutte le furie prima il presidente del consiglio e poi il capogruppo di maggioranza Russo, scattato dal tavolo come una molla a redarguire Antonio Roano, autore dell’esecrabile …fallo. Ne è seguito un confronto verbale molto pesante, che solo grazie all’intervento dei due agenti di polizia municipale presenti in aula non è degenerato in un vero e proprio scontro fisico.
Al di là, comunque, del …pittoresco linguaggio usato da Roano (che poi, da persona certamente educata quale lo conosciamo, si è scusato con i destinatari del gesto) e del deprimente spettacolo offerto da quella opposizione che aspira “democraticamente” e “civilmente” a scalzare l’attuale compagine amministrativa, un’altra, e ben più grave, cosa va evidenziata e condannata, senza attenuante alcuna, né generica né specifica. Parliamo dell’assenza del “reuccio”, ossia del vero “padre” di tutte le lottizzazioni; l’uomo che in una spicciolata di anni ha sconvolto, a mò di violento terremoto, il territorio sannicolese, mutandone l’assetto, il volto e l’identità, frustrando le attese degli abitanti sia in termini di vivibilità che di fiducia per il futuro. L’uomo che ha in mano lo scettro del comando e che ha scavato un abisso ormai incolmabile tra la smisurata crescita demo-edificatoria e la povertà assoluta degli spazi “vitali”, non ha avuto il coraggio di esporsi, dimostrando, nell’occasione, paura pari alla sua arroganza.
Non sappiamo dove si fosse nascosto, se in una delle tantissime giungle di cemento disseminate sul territorio o se in un bel prato a fare un picnic, prima che anche quest’ultimo lembo di verde venga inghiottito dalle fauci di un mostro che sputa calcestruzzo al posto della saliva.
Fatto sta che il primo cittadino, il primo responsabile del disastro urbanistico che condurrà i sannicolesi a convivere in trentamila su quattro chilometri e mezzo quadrati, il primo dittatore del cemento della storia di San Nicola la Strada, non ha avuto il coraggio di presentarsi di fronte all’opinione pubblica, agli avversari politici e alla stampa. Una caduta di stile che la dice tutta sul tanto decantato “ardimento” che spinge ed ispira colui che sta portando la nostra città sull’orlo del collasso.

 

NCNDP 


 
© Copyright Corriere di San Nicola. 2000, 2003 - Tutti i diritti sono riservati.