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Numero Storico 32 - Dicembre 2005 - Home 27 gennaio 2022 06:24:58

"Umilta' e unita' per scalzare il reuccio!"
Udc: importante incarico a Carlo D’Andrea
D’Andrea contro i soliti noti...
"L’Amministrazione... dei gabbiani"
La nuova mappa del potere










Integrazione Tarsu e gestione dei rifiuti fanno esplodere l’ira del centrosinistra. Panico, Motta e Roano d’accordo: “E’ una politica scellerata. Più tasse e…più uccelli spazzini…”
“L’Amministrazione… dei gabbiani”

Le sezioni locali di Rifondazione, Comunisti e Verdi hanno denunciato, congiuntamente, “la gestione politico-amministrativa ‘particolare’ dell’attuale amministrazione in materia di rifiuti e su tutte le altre fondamentali questioni finanziarie e sociali, nonchè l’assoluta indifferenza per le reali e insopprimibili esigenze primarie  dell’intera cittadinanza”.
Ecco il testo integrale del comunicato stampa diramato il primo dicembre agli organi di informazione.

Il Comune sta inviando ai contribuenti le ingiunzioni per pagare l’integrazione della Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani (TARSU) per gli anni 2001, 2002, 2003 e 2004. Gli importi richiesti vanno mediamente dai 300 ai 600 Euro e sono dovuti alla differenza tra i metri quadri dichiarati dal contribuente e quelli accertati dall’Ente.
Gli arretrati si sono accumulati a causa dell’imperdonabile ritardo con il quale l’attuale amministrazione ha affrontato gli accertamenti, cosa ancora più grave se si considera che l’amministrazione precedente aveva in buona parte già iniziato il lavoro.
Bisogna ricordare, inoltre, che lo scorso anno, invece di mediare l’importo del tributo tra l’estensione dell’abitazione, il numero degli occupanti ed il reddito familiare, l’amministrazione aveva ritenuto più facile e redditizio aumentare il tributo stesso in maniera secca del 25%.
Tale scelta aveva fatto infuriare i contribuenti, i quali, a fronte di un aumento dei costi, rilevavano che il servizio (raccolta e smaltimento) dei rifiuti solidi urbani veniva effettuato in maniera inefficiente e scadente, creando in alcuni casi situazioni igienico-sanitarie molto precarie e di grave rischio per la cittadinanza.
Infatti, il Sindaco (omettiamo il nome per non fargli pubblicità occulta –ndd), durante i periodi di emergenza (e tuttora in atto), si vanta, rispetto ai colleghi sindaci dei comuni vicini, di offrire un servizio di raccolta regolare e impeccabile nel suo territorio comunale. Ma che fine fanno i rifiuti che d’incanto spariscono dai cassonetti? Ebbene, i rifiuti sono trasferiti tutti nell’area dell’ex macello comunale, stipati in cassoni o a terra, e a pochissima distanza dai banchi dei generi alimentari allestiti durante il mercato settimanale, penalizzando al contempo i soli cittadini della zona “Campo Sportivo”, che, guarda caso, non hanno rappresentanti che li possano tutelare in consiglio comunale.  In tale sito i rifiuti vi permangono anche per lunghi periodi di tempo, in barba alle norme generali sull’ambiente e sulla salute pubblica, e solo a vantaggio degli innumerevoli gabbiani che, migrando dalle zone costiere, giungono a San Nicola per gradire il lauto pasto loro offerto. Tali “spazzini del mare” se potessero votare sarebbero tra i migliori elettori di questa amministrazione.
In altre parole, Il Sindaco usa la stessa tattica di colui che prima scopa il pavimento della stanza e poi nasconde la sporcizia accumulata sotto il tappeto!
Questo è l’epilogo di una politica scellerata e non attenta sul tema rifiuti, che disattende e non recepisce le direttive del D. Lgs. 22/97 (Decreto Ronchi), in base alle quali i Comuni dovevano impegnarsi a sostenere tutte quelle politiche gestionali atte a favorire una corretta raccolta differenziata, tesa ad una diminuzione dei rifiuti in discarica (ora nei C.D.R.) e all’abbassamento dei relativi tributi. 
La precedente Amministrazione Tiscione, su questo tema, aveva già definito, pronto per essere attuato, un piano di raccolta differenziata porta a porta, con impegni di spesa, acquisti di mezzi (autocarri scarrabili, cassoni, apecar) e organizzazione delle risorse umane da impiegare (dipendenti comunali, lavoratori socialmente utili e lavoratori di pubblica utilità).
Restano quindi incomprensibili, alla luce di questi antefatti, le scelte gestionali effettuate a tale proposito dall’Amministrazione (omettiamo il nome per non fare pubblicità occulta al sindaco –ndd), la quale ha dapprima affidato il servizio al Consorzio CE3 e poi creato l’Unione dei Comuni “Calatia” (Maddaloni, S. Nicola la Strada e S. Marco Evangelista), che a sua volta stenta a decollare, ma che, al contempo, vede le poltrone di comando occupate già da molto tempo.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti! Una raccolta differenziata promessa, ma mai realizzata, e, contestualmente, un innalzamento del tributo quale conseguenza diretta dell’aumento delle quantità degli R.S.U conferiti presso il C.D.R..
La cosa sa tanto di un disegno politico fortemente strumentale, molto probabilmente creato ad arte per reperire quelle risorse necessarie a controbilanciare le ingenti somme utilizzate a) per finanziare tutte quelle iniziative frivole (festini, viaggi, danze, musiche, mostre, convegni, ecc.), fatte apparire come manifestazioni dirette al sociale o alla cittadinanza, ma che nella realtà così non sono, b) per pagare i lauti compensi degli innumerevoli incarichi esterni, molte volte non necessari, c) per saldare le fatture (lievitate) inerenti ai costi e ai compensi per la realizzazione di opere pubbliche non primarie.
Su quest’ultimo punto, un esempio significativo è costituito dal completamento del Centro Polifunzionale del Parco Rossella, costato oltre 1 miliardo delle vecchie lire ed affidato per la realizzazione all’Ing. S. Pascariello. La struttura, consegnata solo grezza dai costruttori, è stata realizzata in sostituzione degli oneri di concessione dovuti per l’attuazione del Piano di Lottizzazione dalla società costruttrice Coabitare S.r.l., che di certo non risulta sconosciuta all’attuale Primo Cittadino.
Tale indirizzo politico-amministrativo si inserisce quale elemento stonato in un contesto socio-economico nazionale già fortemente negativo per il cittadino comune a causa delle politiche personalistiche e “illusioniste” del governo Berlusconi.

Pasquale Panico (PRC), Salvatore Motta (PDCI), Antonio Roano (Verdi)


 
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